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Roma, 25 mar – “Mi manchi tu, la libertà / Tanti LP, Battisti e Mina“: in questo verso di Piangi Roma dei Baustelle c’è la dicotomia sacra della musica leggera italiana, massimi artisti nei rispettivi ambiti musicali, accomunati dalla medesima volontà: sparire per lasciare posto solo alla musica. Nel giorno del compleanno della Tigre di Cremona, ricodiamo il suo talento, la sua presenza e anche la sua assenza.



Mina, 81 anni di solo talento

Oggi Mina Mazzini compie 81 anni e resta presente nelle nostre vite, non solo come icona del passato, ma anche come protagonista di una (quasi insopportabile) pubblicità della Tim e questo nonostante siano passati 43 anni da quell’ultima apparizione, tenutasi il 23 agosto 1978 sotto il tendone di Bussoladomani a Marina di Pietrasanta, dove la divina annunciò al pubblico che quella sarebbe stata l’ultima esibizione dal vivo. Decisione che seguì di un paio di anni quella del ritiro dalle scene di Battisti, con il quale aveva condiviso parte del percorso artistico e per il quale nutriva una profonda stima.

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Una, nessuna, centomila

Nata a Busto Arsizio il 25 marzo del 1940 sotto il caparbio segno dell’Ariete, Mina si trasferisce  con la famiglia a Cremona : cantante, conduttrice televisiva, attrice e produttrice discografica. Mina è tutto, per la musica italiana e non solo. Le sue immagini in bianco e nero, i suoi occhi da gatta a favor di camera con la sapiente guida di maestri come Antonello Falqui in Studio Uno, dicono molto di più sulla débacle dello spettacolo italiano di mille parole.

Il classico anti convenzionale

Mina è diventato un classico senza perdere la cifra anticonvenzionale: questo perché il suo carisma ha vinto ogni avversità. Basti pensare a quando la mano cattiva di mamma Rai si abbatté su di lei  per colpa della sua relazione con Corrado Pani, dal quale avrà un figlio. L’attore era già sposato e la cosa destò uno scandalo indicible nell’Italia dell’epoca: Mina fu allontanata dalla Televisione di Stato, pubblicamente additata come una donna perduta. Il suo talento, però, fa sì che quando la Tigre di Cremona torna a ruggire sul palco della Bussola di Focette in Versilia l’accoglienza sia calorosissima. La sua voce mancava al pubblico: “Mai vista una serie così di regali da tutta Italia, di lettere, “Stai tranquilla”, per la strada mi dicevano, “Non ti devi preoccupare”, ricordava la stessa Mina in un’intervista a Playboy. Tanto perché in Italia, a sentire le nostre femministe, si viveva sotto il tallone di ferro del patriarcato. Ma circostanze eccezionali richiedevano talenti eccezionali, e Mina ha fatto nel suo piccolo per le donne più di tanti gargarismi intellettuali.

Il mito che è sparito per riapparire (per sempre)

Mina, aliena alla massa, è il mito che si eclissa ma non tramonta: in quest’epoca in cui si è famosi solo perché sovraesposti, senza alcun merito se non quello, appunto, di avere la costanza di apparire, ci ha insegnato (insieme a Battisti) che l’artista è la sua arte e non deve altro al pubblico. Operazione che non è facile da compiere ma che è concessa a chi ha una voce come lei. Una voce e un talento e, sopratutto, una classe che continua ad essere ovunque, senza essere da nessuna parte, anche ad 81 anni.

Ilaria Paoletti

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