Milano, 2 dic – Di nuovo polemiche per Enrico Ruggeri, questa volta perché ha “osato” omaggiare Lucio Battisti – entrambi, secondo qualcuno, sarebbero troppo “fascisti” per meritare palco e omaggi.
Una storia da cantare
Siamo di nuovo su Rai 1 e l’ex leader dei Decibel conduce il suo programma Una storia da cantare. Lui stesso ha proposto una cover de I giardini di Marzo. Mogol, il paroliere che per quasi tutta la carriera ha accompagnato il cantautore di Poggio Bustone, ha apprezzato molto la resa di Ruggeri. Gli altri brani interpretati durante la serata ci sono stati i Coma Cose che hanno omaggiato Battisti con la loro Anima lattina. Grande commozione per Il mio canto libero, brano che è stato definito come “preferito dai social”; Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero hanno interpretato un medley Non è Francesca, Acqua azzurra, acqua chiara, Una donna per amico, Prendila così e Con il nastro rosa.
Le “democratiche” critiche su Twitter
Ma sui social la solita cricca di compagni fuori tempo massimo si sono scatenati. E le loro democratiche critiche non si fermano mai al risultato artistico; arrivano sempre al personale con insulti e minacce. “Tagliate le corde vocali a Ruggeri” scrive qualcuno. “Battisti era un fascista e Ruggeri anche; ecco spiegato perché tra tutti i cantautori che abbiamo in Italia l’omaggio sia a lui …”. “Il programma è un flop e non è difficile capire il perché” scrive qualcun altro. Il programma, come fatto notare bene da Ruggeri la scorsa volta in occasione dell’omaggio a De André, è tutt’altro che un flop; inoltre, appunto, nelle tre serate si è deciso di omaggiare tre autori diversi tra di loro ma organicamente rappresentativi della musica italiana. De André, Dalla e Battisti. Eppure “qualcuno”, twittatore folle da centro sociale, ha qualcosa da ridire sull’ultima scelta. E spiace per loro, perché si perdono quel bel collegamento, sano e curato, che Ruggeri riesce a fare tra approccio autoriale e nazionalpopolare. Troppi dischi venduti e troppo successo per gli “sfigati” dell’intellighenzia.
Ilaria Paoletti
2 comments
I deficienti, purtroppo, sono infiniti.
[…] “Credo si tratti di musica nata sul web” taglia corto Mogol. “Giovani che scrivono e mettono sul loro sito per far ascoltare le proprie canzoni ad altri giovani. Amano le tinte forti: è il loro modo di parlare, il loro linguaggio, a volte anche un po’ brutale. Però anche lì c’è del buono e del cattivo”. “Io preferisco il rock” continua il paroliere principe della musica italiana. “Mi piace. Sono un appassionato di Bob Dylan, ad esempio, ma ci sono stati tanti artisti. In Italia chi ha fatto un paio di pezzi rock molto belli è Lucio Battisti.” […]