Sanremo, 3 feb — A Vladimir Luxuria non è piaciuta per niente la performance di Checco Zalone sul palco dell’Ariston andata in onda ieri sera sul primi canale Rai. Il comico pugliese ha proposto un messaggio incredibilmente rivoluzionario, percorrendo un terreno insondato ricco di incognite, qualcosa che in tv non si era mai sentito: la condanna dell’omotransfobia. Mozza il fiato solo a pensarci.

E per condannare l’omotransfobia, il comico pugliese ha raccontato una favola finto «scorretta» tra calabresi e persone transessuali brasiliane, tratteggiando il vecchio e classico stereotipo di trans mascolino, che pratica la prostituzione per vivere. Grosso errore, che ha fatto inalberare Luxuria e i vari accoliti genderfluidi o come preferiscono esser chiamati: la caratterizzazione del trans è troppo grottesca, un insulto. Insomma, piegarsi al dogma politicamente corretto è solo un primo passo: poi devi comunicare anche secondo i loro paradigmi.

Luxuria si inalbera contro Zalone

«Mi è sembrata intanto una performance un po’ scarsa, da Zalone ci saremmo aspettati di più», così ha dichiarato Luxuria all’AdnKronos. Per l’ex politico l’intento era buono, ma la realizzazione deludente. «Apprezzo la finalità di condanna all’ipocrisia dei falsi moralisti, di quelli che ci cercano e poi fanno finta che non sono mai stati con noi». Ma la caratterizzazione del trans, «l’è tutta da rifare», per dirla alla Bartali. «Però una trans si può cercare anche in un locale, in un luogo di lavoro, su un autobus non è che per avere un contatto con una trans si debba per forza andare nel vicoletto buio».

A Luxuria non è andata giù la stereotipizzazione del personaggio operata da Zalone: «Poi una trans brasiliana che si chiama Oreste: lo sketch era tutto improntato sulla impossibilità e sulla ridicolizzazione del tentativo di essere femminile da parte di una trans. Tutto un mix di pomo d’Adamo, numero di scarpe 48, la rima con ‘azzo’, il fatto che un uomo che va con una trans si piega e vuole la banana: tutta una ossessione sul ridicolizzare la femminilità di una trans. Una persona in quanto trans è una potenziale prostituta o una dalla femminilità impossibile». Questo non lo possiamo sapere: sicuramente è impossibile che un trans sia biologicamente donna.

Il classico paraculismo del comico pugliese

«E’ come se Zalone avesse voluto fare lui, stavolta, l’ipocrita: da una parte condannare il falso perbenismo di quelli che ci condannano, dall’altro però far ridere il popolino su tutti quegli stereotipi che ci vogliono ad esempio col 48 di piedi». Che è il classico paraculismo nebuloso sul quale Zalone ha costruito la propria fortuna, quindi dove starebbe la novità? A parte far bruciare il sederino all’intoccabile comunità Lgbt? «Vorrei dire a Checco che sono alta 1.78 e porto il 41 di piedi. Non ho neanche il pomo d’Adamo. Non sono per la censura ma rivendico il diritto alla critica di sketch che più che far ridere deridono», conclude. Luxuria non è per la censura: meno male che l’ha specificato, sempre meglio saperlo.

Cristina Gauri

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