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Roma, 9 apr – Arsenal da una parte, Slavia dall’altra. Un giocatore nero in piedi, un altro bianco in ginocchio. Il primo è Abdallah Sima, ventenne centravanti senegalese paragonato a Thierry Henry. Il secondo è Emile Smith Rowe, centrocampista inglese nato a Croydon, sobborgo di Londra. E’ un’immagine che colpisce e dovrebbe far riflettere tutti, perché cattura perfettamente il cortocircuito in atto. Il calciatore africano osserva perplesso l’avversario inginocchiato, come a dirgli: “Ma che stai facendo?”.



L’Arsenal si inginocchia, lo Slavia no

Facciamo però un brevissimo passo indietro, per inquadrare bene il contesto. Allo stadio Emirates, la casa dei Gunners ad Ashburton Grove, si gioca l’andata dei quarti di finale di Europa League. Al momento del fischio d’inizio della partita, tra Arsenal e Slavia Praga, i giocatori della squadra londinese e l’arbitro si inginocchiano aderendo senza indugio all’ormai classico gesto Black lives matter. Tutto come da copione politicamente corretto, se non fosse che i calciatori cechi non si adeguano al teatrino e restano in piedi.

I precedenti

Stessa scena già vista lo scorso primo aprile, quando a Wembley i giocatori della Polonia sono rimasti in piedi, mentre gli avversari dell’Inghilterra hanno messo un ginocchio a terra. Stavolta però alcuni media hanno fatto notare che lo Slavia Praga è reduce da una bufera scatenatasi dopo quanto successo nel match contro i Rangers. La squadra ceca fu accusata di razzismo a causa delle presunte parole offensive pronunciate da Kudela nei confronti di Kamara. Accuse però respinte dallo stesso Slavia. E’ probabile dunque, stando a questo precedente, che il club di Praga abbia abbia deciso per questo di non piegarsi al gesto Blm. A dirla tutta però anche in occasione di Galles-Repubblica Ceca successe la stessa cosa. Con i giocatori ospiti che non si inginocchiarono, rifiutando così di piegarsi a questo inutile trend moralista.

Razzista a chi?

Ora, torniamo per un attimo alla foto a cui abbiamo fatto riferimento a inizio articolo. C’è un giocatore che guarda stupito l’avversario inginocchiarsi davanti a lui. Chi resta in piedi è africano e guarda un inglese bianco piegarsi, rifiutandosi di compiere lo stesso gesto. Adesso, provate ad accusare quel giocatore africano di razzismo. Nel frattempo, godetevi il cortocircuito buonista. E giù il cappello di fronte al senegalese Abdallah Sima.

Eugenio Palazzini

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