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Roma, 9 apr – “La spesa per consumi finali si è contratta del 10,9%” nel 2020, “portando la propensione al risparmio al 15,8%”, dato quasi raddoppiato rispetto all’8,2% del 2019. Lo comunica l’Istat, che fa i conti della crisi economica scatenata da lockdown e restrizioni imposte durante la pandemia. Le vendite al dettaglio hanno fatto segnare a febbraio un aumento del 6,6% rispetto a gennaio ma un calo del 5,7% sullo stesso periodo dello scorso anno. Calano del 5,5% le spese per i beni alimentari. Segno che complice la crisi gli italiani risparmiano anche sulla spesa.

Istat: giù i consumi, cala il potere d’acquisto delle famiglie

L’Istat spiega che “permane un calo marcato, sia nel settore alimentare sia in quello non alimentare. Tanto nella grande distribuzione, quanto nelle imprese operanti su piccole superfici, diminuiscono le vendite per entrambi i settori merceologici”. “Le misure di sostegno messe in atto per contrastare gli effetti economici dell’emergenza sanitaria – fa presente l’istituto statistico – hanno attenuato la caduta del reddito disponibile delle famiglie consumatrici, che nel 2020 è diminuito del 2,8% (-32 miliardi di euro)”. Ma nonostante i (pochi) sostegni, il potere d’acquisto, che è il reddito disponibile espresso in termini reali, è diminuito del 2,6% nel 2020, interrompendo una dinamica positiva in atto dal 2014, sei anni prima.

Allarme crisi: “116 miliardi di euro di consumi bruciati in un solo anno”

I numeri della crisi allarmano tutte le associazioni di categoria, che fanno presente come il mini rimbalzo di febbraio non basta. Con le zone rosse il commercio al dettaglio cola a picco, spiega Confesercenti. “Il crollo della spesa delle famiglie del -10,9% nel 2020 equivale a 116 miliardi di euro di consumi bruciati in un solo anno“. A fare i conti in euro è il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “I numeri sui consumi delle famiglie sono impietosi e confermano le più nere previsioni – spiega il numero uno dell’associazione dei consumatori -. Il lockdown di marzo unitamente alle misure anti-contagio che sono proseguite per tutto il 2020, e il generale impoverimento dei nuclei familiari, hanno portato ad una drastica riduzione della spesa, al punto che ogni singola famiglia italiana lo scorso anno ha ridotto i consumi in media per 4.461 euro, praticamente -1.933 euro a cittadino residente“.

Servono misure in grado di rilanciare i consumi

Rienzi pertanto è convinto che “di questo passo e considerato l’andamento dell’emergenza che ancora oggi causa limiti, restrizioni e divieti, con effetti depressivi sui consumi e sul commercio, per tornare ai livelli di spesa pre-Covid ci vorranno anni“. Ecco perché il presidente di Codacons chiede al governo Draghi di adottare “misure in grado di dare nuovo slancio ai consumi delle famiglie nel corso del 2021, consumi che ancora oggi risultano al palo con effetti a cascata su commercio e industria”. Richiesta condivisa dalle altre associazioni di categoria.

Adolfo Spezzaferro

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