Roma, 10 set – Dalla tripletta di Schiavio – correva l’anno 1928 – alla sagra del legno dello scorso marzo. Per questo fine settimana il menù di Serie A propone (anche) Bologna – Fiorentina, il derby dell’Appennino. Province diverse, regioni differenti qualcuno obietterà. Ma sono solo cento i chilometri che dividono Bononia dall’ex capitale del Regno d’Italia.

Due centri da qualche anno fisicamente più vicini grazie alla Direttissima, variante dell’Autosole alternativa alla classica Panoramica – ossia il percorso “turistico”. Via breve che porta quindi lo stesso nome della linea ferroviaria, rivoluzionario collegamento e vanto italico inaugurato negli anni trenta del secolo scorso. Non una banalità, perché quando di mezzo ci sono sistemi montuosi le distanze possono al contrario moltiplicarsi. Durante la seconda guerra mondiale, ad esempio, la catena tosco-emiliana divenne un’imponente fortificazione difensiva teatro di aspri combattimenti. Stiamo parlando della Linea Gotica, estesa dal litorale adriatico (Pesaro) al versante tirrenico, nella provincia di Apuania, oggi Massa-Carrara. Al di sotto della Gotenstellung Firenze, più a nord Bologna. Ma torniamo al calcio giocato.

Derby dell’Appennino, la tripletta di Schiavio

Edizione ufficiale numero 157, un confronto pedatorio che vede i viola avanti sia nel conteggio delle vittorie che in quello delle reti segnate tra campionato e coppa nazionale. In principio però sorride Bologna: allo Stadio Velodromo Libertas – casa della Fiorentina per il primo lustro di vita – si impongono gli ospiti per 3-2. Con una tripletta il protagonista di giornata è Angelo Schiavio, calciatore destinato a rimanere negli annali. La bandiera rossoblù, attaccante dal “palleggio sicuro”, metterà infatti uno storico sigillo nel primo mondiale vinto dalla nostra nazionale: sua la marcatura decisiva nella finale contro la Cecoslovacchia.

L’ultimo incontro

L’ultimo incontro, invece, è quello del Franchi deciso dal gol in mischia di Torreira. Gara piacevole comandata dai felsinei, almeno nel primo tempo. Gli uomini di Mihajlovic si divorano diverse volte il vantaggio. Dopo appena 10 secondi Soriano timbra la traversa solo davanti al portiere avversario, mentre sul finire di frazione Orsolini centra clamorosamente il palo al termine di una bella azione personale. L’ingenua espulsione di Bonifazi spiana la strada a Biraghi e soci, i quali forti dell’uomo in più ribaltano l’inerzia della gara – colpiscono un legno con lo stesso centrocampista uruguaiano – trovando a metà ripresa il punto decisivo.

La sfida del Dall’Ara: Fiorentina in crescita, Bologna pericolante

Al di là dell’1-0 i rossoblu, grazie a un buon avvio di campionato, hanno concluso la scorsa stagione nella tranquillità della mezza classifica, mentre i toscani sono tornati in Europa (Conference League) dopo cinque anni di assenza. Anche per queste motivazioni i punti racimolati nelle prime giornate – Fiorentina 6, Bologna 3 – sono decisamente sotto le aspettative.

I viola, fortunati nell’unica vittoria fin qui maturata (all’esordio contro la Cremonese decisivo l’errore in pieno recupero del portiere grigiorosso), stanno crescendo. Nell’ultimo turno hanno rinchiuso la Juventus nella propria metà campo, tenendo – con le consolidate trame sugli esterni – un ritmo tambureggiante per un’ora abbondante di gioco. Come evidenziato già sette giorni fa, attualmente il limite è la mancanza di un uomo d’area.

Centravanti – Arnautovic, capocannoniere a quota 5 reti – a cui al contrario si aggrappano i rossoblu ancora a secco di affermazioni. L’austriaco tra l’altro è l’unico giocatore ad aver segnato in campionato. Problemi più caratteriali che tecnici, mancano cinismo e rabbia agonistica: “quando facciamo gol ci abbassiamo” la fredda ma giusta analisi dell’ormai ex allenatore al termine della trasferta di La Spezia. Nel frattempo proprio Mihajlovic ha pagato per tutti.

Altre cinque squadre hanno rimediato solo pareggi e sconfitte: in fondo alla classifica i petroniani sono – si fa per dire – in “buona compagnia”. Ma ora, a maggior ragione, devono arrivare i risultati. Per la nuova guida bolognese (mentre scriviamo si da per certo l’arrivo di Thiago Motta) ci sarà da lavorare, in particolare sulla testa dei giocatori. Prima che un insieme di atteggiamenti sbagliati si trasformi in incapacitante paura di vincere.

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Marco Battistini

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