Silverstone, 11 apr – Niente umbrella girls nel campionato automobilistico endurance, ovvero le gare di durata tra cui figura anche la leggendaria 24 ore di Le Mans. A darne l’annuncio è stato Gerard Neveu, direttore del World Endurance Championship, durante la presentazione della nuova stagione: “dalla prossima settimana a Silverstone non vedrete più grid girl in nessuna gara” e ancora “per me è qualcosa che riguarda il passato, la condizione della donna è leggermente differente ora”. A fargli eco anche Anthony Davidson, già al volante della Honda in Formula 1 e campione Wec su Toyota: “ne ho parlato molto con mia moglie ed entrambi concordiamo sul fatto che si tratti di qualcosa ormai superato […] gli sport motoristici dovrebbero seguire più da vicino ciò che accade nel mondo”.

Le corse come teatro scelto dagli alfieri della rieducazione gender, per la lotta senza quartiere al sessimo? Forse no, e proprio Neveu ha spiegato che l’operazione si inquadra in un più ampio progetto teso ad ampliare il pubblico di appassionati: “lo sport è lo sport, ma intorno a questo possiamo fare molte altre cose. Avremo un dj, intrattenimento e tante altre cose sulla griglia di partenza, lo spettacolo inizia là ma al centro ci saranno solo le auto e i piloti”.

Non più le ragazze quindi, che tuttavia potrebbero aver perso il posto più per motivi commerciali che per una presa di coscienza, che si vorrebbe antisessista, da parte dell’organizzazione. E dal momento che più della passione è il denaro che ormai assicura la sopravvivenza al mondo delle corse, una strizzata d’occhio a paesi dove le gambe scoperte delle ombrelline potrebbero rappresentare una barriera non sarebbe poi così impensabile. Lo scorso weekend, per esempio, a Losail (Qatar) il brindisi dei piloti di Motogp è stato analcolico, proprio in ragione delle usanze del paese ospitante.

In merito alla necessità di un tale provvedimento, il paragone fatto dal direttore del Wec con le partenze in corsa prima del 1969 non regge. In conferenza stampa Nevue ha infatti ricordato quanto inaspettato fosse lo stop delle partenze con la corsa dei piloti verso le auto, pronte a partire sul lato opposto della pista. In quel caso il cambio di rotta fu adottato per motivi di sicurezza e in seguito alla protesta di Jack Ickx, che nella gara di Le Mans del 1969 si avvicinò alla sua Ford GT40 camminando e, dopo aver allacciato le cinture, lasciò sfilare tutti gli avversari, prima di recuperarli e vincere la gara. In questo caso non registriamo la contrarietà delle ragazze a partecipare alle gare, né tantomeno mancanze di rispetto nei loro confronti che in diversi casi erano già (o sono poi divenute) le mogli di alcuni piloti, da Saarinen a Shenee fino a De Puniet e Stoner. Tanto per tornare alle due ruote, dove ci auguriamo di trovare direttori un po’ meno avvezzi a questo genere di boldrinate.

Armando Haller

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