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Roma, 26 apr – “Ho un solo rimpianto, avrei voluto calciarlo ancora più forte”. Ergo, nulla di cui pentirsi, anzi. Eric Cantona rievoca il celebre episodio di Selhurst Park del gennaio 1995, quando colpì con un impressionante colpo di kung fu Matthew Simmonds, un tifoso del Crystal Palace che lo aveva insultato. Un gesto che al leggendario numero 7 del Manchester United costò 9 mesi di squalifica, ma che è destinato a rimanere nella storia del calcio (e dei calci, si intende).



Cantona, un leggendario calcio volante

Sono stato insultato migliaia di volte e non ho mai reagito, ma a volte si è fragili. Ho un solo rimpianto. Avrei voluto calciarlo ancora più forte. Sono stato squalificato per nove mesi, volevano che fossi un esempio”, racconta 26 anni dopo Cantona nel film The United Way, di cui è sia narratore che co-autore. Perché nel frattempo King Eric di strada oltre il calcio giocato ne ha fatta e parecchia, soprattutto nel cinema. Tutto tranne che correct, un diavolo rosso venuto dalla Francia a dare spettacolo in Inghilterra. Di un rosso fiammeggiante come la maglia del Manchester, squadra di cui per diversi anni è stato leader carismatico e trascinatore indiscusso. E non è un caso che nel 2001 i supporters dei Red Devils lo elessero Calciatore del secolo del club.

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Quel giornalista… “sfortunatamente non è caduto”

Stella di un calcio che non c’è più, Cantona se la ride pure degli strappi alla regola compiuti durante la squalifica per quel calcio volante. Ovvero quando venne beccato a giocare una partita con i Red Devils. “Era solo un’amichevole, ma c’era un giornalista fuori appostato sugli alberi che ha fatto una foto. Sfortunatamente non è caduto”, dice Cantona. Maledetti spioni. “Il giorno dopo quella storia era su tutti i giornali e la FA voleva prolungare la mia squalifica. Ma Ferguson ha trovato le parole giuste, come faceva sempre. E io lo amo e lo rispetto come un padre. Quando un tecnico fa una cosa del genere per un calciatore, chi scende in campo è pronto a dare la vita per lui, per la squadra e per i tifosi. Erano tutti con me. Qualche altro club mi avrebbe licenziato, ma lo United mi ha offerto un nuovo contratto. Questa è la differenza”. In onore di chi in campo la differenza la faceva davvero.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Peccato non si dica che Cantona è antifascista, che fu insultato da quel tifoso con epiteti razzisti (“torna a casa straniero francese”) e che lo stesso giocatore abbia poi dichiarato di non aver mai vissuto momento migliore di quando (appunto l’episodio in questione) “ha preso a calci un fascista”.

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