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Roma, 21 ago – Quello delle giovani promesse del calcio italiano è un tema cruciale per il nostro pallone. Riteniamo che, sia in prospettiva nazionale, sia in quella relativa alle squadre, lo sviluppo dei settori giovanili sia elemento fondamentale per il futuro di tutto il movimento calcistico. Di pari passo, l’importanza di prediligere giocatori italiani rispetto a presunti – e spesso smentiti nei fatti – fenomeni in erba provenienti da paesi stranieri. La cavalcata dell’Italia manciniana e le generose prove dell’ultima Under 21 sono lì a dimostrarci che tutto sommato le materie prime per costruire solide fondamenta le abbiamo già in casa. Andiamo quindi a vedere chi potrebbero essere gli azzurri del domani.



All’ombra di Donnarumma

Nonostante la carta d’identità dica 22 primavere per ovvi motivi non possiamo più annoverare Gianluigi Donnarumma tra le giovani promesse del calcio italiano. Il titolare della porta azzurra – che ha esordito in Serie A esattamente 5 stagioni fa, a 16 anni e 8 mesi – farà dormire sonni tranquilli a Mancini (o chi per lui) per almeno un altro decennio abbondante. Tanto più se consideriamo che quello dell’estremo difensore è un ruolo in cui si raggiunge il massimo delle proprie possibilità dopo aver maturato una certa dose di esperienza.

Black Brain

Sotto i suoi consigli potrà però crescere Denis Franchi, nato nel 2003 a Pordenone e in tasca un contratto professionistico con il PSG. Oltre a Gigio, che al momento è troppi gradini sopra l’eventuale futura concorrenza, quella che è considerata una delle migliori scuole mondiali continua comunque a sfornare giovani promesse. Su tutti Marco Carnesecchi, riminese classe 2000 di proprietà dell’Atalanta con all’attivo oltre 50 presenze in una stagione e mezzo di Serie B con Trapani e Cremonese. Fari puntati anche sul coetaneo Alessandro Plizzari (Milan): per lui esperienze in cadetteria tra i pali di Ternana, Livorno e Reggina.

Calafiori e Lovato in rampa di lancio

Anche nel reparto arretrato il domani appartiene sicuramente ai già affermati ragazzi del ‘99 Alessandro Bastoni (Inter) e Luca Pellegrini, terzino sinistro la scorsa stagione al Genoa. Sulla fascia mancina agisce anche il romanista Riccardo Calafiori: osservato speciale da Mourinho, compirà vent’anni a maggio ma ha già assaporato la gioia del gol europeo. Un altro laterale interessante è il 2001 Davide Ghislandi, dai pulcini all’esordio in Serie A con indosso la maglia nerazzurra dell’Atalanta. Sempre a Bergamo giocherà poi Matteo Lovato (2000) difensore centrale di cui sentiremo sicuramente parlare.

Abbondanza nel reparto nevralgico

In attesa che esplodano definitivamente altri ’99 – come Nicolò Zaniolo e Riccardo Sottil – promette “problemi” di abbondanza il centrocampo. Il Milan aspetta il Sandro Tonali (2000) visto ai tempi di Brescia. Sono una sessantina invece i gettoni con l’Empoli per Samuele Ricci, regista classe 2001 già nel giro degli azzurrini.

La scuola Juve ha già lanciato tra i professionisti il 2003 Fabio Miretti, i 2001 Nicolò Fagioli e Nicolò Rovella e il 2000 Manolo Portanova. In casa dei campioni d’Italia si parla davvero bene del ravennate classe 2003 Cesare Casadei, mezzala interista dalle ottime qualità tecniche. In mezzo occhi puntati anche sui fratelli Vignato. Parliamo di Emanuel (2000) in forza al Bologna e Samuele (2004) accasatosi al Monza, con Galliani che ha dovuto battere la concorrenza del Bayern Monaco. Matteo Cancellieri – ala destra, 2002 – è il nome su cui puntano forte a Verona.

Giovani promesse: il calcio italiano alla ricerca di gol pesanti

Non solo Gianluca Scamacca (1999) e Giacomo Raspadori (2000). Dietro loro scalpita anche Sebastiano Esposito, nato nel 2002. L’attaccante di proprietà dell’Inter – che ha tatuato sul braccio il dannunziano “ama il tuo sogno se pur ti tormenta” – proverà a fare il salto di qualità in Svizzera, nel Basilea. Esperienza europea – in Olanda, al Volendam – che ha fatto ritornare in Italia il 2000 Samuele Mulattieri con un discreto bottino di reti.

In molti hanno invece paragonato Roberto Piccoli (2001, il cartellino è di proprietà dell’Atalanta) a Bobo Vieri. Un nome da segnare nel taccuino è infine quello del coetaneo Elia Petrelli. Il centravanti romagnolo, cresciuto a suon di gol tra Cesena, Juventus e nazionali giovanili, proverà a mantenere le promesse con un’altra casacca bianconera, quella dell’Ascoli.

Marco Battistini

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