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Roma, 7 dic – È stata una giornata memorabile per il mondo dei motori quella di ieri, in grado di offrire spunti di riflessione che vanno oltre il mero aspetto agonistico. Il Gran Premio del Bahrein, vinto con merito dal messicano Perez grazie ad una gara tutta cuore e sorpassi, ha forse spogliato sua maestà Hamilton di quell’aurea pseudo-divina che la stampa mainstram sovente gli attribuisce.



E’ Hamilton o la Mercedes a fare la differenza?

Il Re Nero, convalescente covid, ha assistito via tv all’esaltante cavalcata del suo giovanissimo sostituto George Russel e, forse, qualche nuvola grigia si è addensata fra i suoi pensieri. Il motivo? Un 22enne come Russel, che prima di ieri non aveva mai segnato punti nel mondiale, si è permesso il lusso di spadroneggiare in gara (rischiando anche di vincere se non avesse forato a pochi giri dal traguardo) umiliando Bottas, l’abituale scudiero di Hamilton.

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Certo, una gara non può vanificare sette titoli mondiali ma alimenta un romantico interrogativo: con un rivale degno di questo nome ed una vettura meno stellare della Mercedes attuale, Lewis Hamilton sarebbe comunque il Re della F1? Il dubbio c’è e, probabilmente, tale rimarrà.

Mick Schumacher campione del mondo di F2

L’altra notizia di giornata è che Mick Schumacher, il figlio del leggendario Michael, ha vinto il titolo di Formula 2. Il giovane tedesco, con una costanza di rendimento da far invidia ai migliori di sempre, scrive una pagina importante di sport dimostrando che al talento occorre affiancare umiltà e abnegazione.

In una giornata in cui Leclerc si è ritirato al primo giro e Vettel ha chiuso mestamente in dodicesima posizione, per la Ferrari c’è comunque un motivo di orgoglio: Schumi Jr. orbita nella galassia rossa come pilota del Ferrari Driver Accademy e l’anno prossimo esordirà in F1 con la Haas i cui motori sono forniti proprio dalla scuderia di Maranello.

Lorenzo Leoncini

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