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Roma, 7 dic – Matteo Renzi boccia Giuseppe Conte sul fronte del Recovery fund e fa partire il conto alla rovescia per la crisi di governo. Il leader di Italia Viva mette nei guai il premier, già alle prese con il Movimento 5 Stelle per il voto sulla riforma del Mes, e non dà più per scontato il sostegno a qualsiasi costo all’esecutivo, anzi. Il Recovery Fund “è l’ultima occasione che abbiamo per progettare il futuro del nostro Paese”, afferma Renzi in una intervista a Repubblica, contestando duramente la formula dell’ennesima task force di tecnici scelta da Conte. “Per mesi abbiamo ricevuto solo silenzio e task force. Poi all’improvviso il premier comunica che ci saranno dei tecnici a gestire il tutto“, aggiunge. E sulle dichiarazioni del premier secondo cui i suoi ministri sarebbero i migliori: “E’ una barzelletta”.



Renzi contro Conte: “Metodo premier non solo sprezzante ma sbagliato”

“Del merito non sappiamo niente – prosegue Renzi – e sul metodo siamo contrari. Questo modo di fare non è solo sprezzante: è sbagliato. Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza – è la bordata rivolta anche al M5S -. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi“. E quando gli chiedono se in Consiglio dei ministri oggi Bellanova e Bonetti voteranno contro la proposta di governance avanzata da Conte, il leader di Iv risponde: “Spero che il premier si fermi prima di mettere ai voti una scelta non condivisa“.

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Iv chiede una verifica di governo

Più in generale, l’ex premier riparte in quarta con la necessità di fare una verifica di governo. “Penso che la maggioranza debba fare una riflessione seria su cosa fare e su come farlo. A luglio ho chiesto pubblicamente a Conte, in Aula, di avere un dibattito parlamentare su questo tema, anche utilizzando agosto se necessario”, dichiara Renzi .”Non divido i politici tra accentratori o decentratori – sottolinea ancora l’ex segretario del Pd – ma tra capaci e incapaci. Un premier che accentra ma raggiunge il traguardo va bene. Oggi i populisti guardano i sondaggi e gli indici di simpatia, i politici guardano il Pil e gli indici di disoccupazione. Spero che Conte voglia caratterizzarsi come politico e non come populista“.

“Se ha i migliori ministri del mondo ci risparmi le task force dei tecnici”

Ma Renzi non si ferma, e affonda un altro colpo. “Sostenere che questo governo ha i ministri migliori al mondo è una barzelletta che non fa ridere. Sono andato a Palazzo Chigi a dirgli in faccia che sarebbe stato un bene innanzitutto per lui irrobustire la squadra. Nel faccia a faccia si è detto d’accordo. Poi però ha rilasciato un’intervista – successivamente smentita – in cui ironizzava sul rimpasto. Non siamo alla caccia delle poltrone e non chiederemo nessun rimpasto. Se ha davvero i ministri migliori del mondo, però, ci risparmi le task force dei tecnici a gestire i soldi europei. Se quelli sono i migliori del mondo, faccia spendere a loro i soldi. Per me il rimpasto non esiste più. Partita chiusa”, avverte Renzi.

“Crisi di maggioranza? Noi impegnati fono alla legge di Bilancio”

Il leader di Iv poi lancia un avvertimento sulla tenuta della maggioranza. “Noi siamo impegnati fino alla legge di Bilancio per assicurare all’Italia l’approvazione del decreto Ristori e dei denari alle famiglie che non ce la fanno. Sul futuro dipende da Conte: Zingaretti ha chiesto un rilancio dell’azione di governo, noi siamo d’accordo con il segretario del Pd. C’è da guidare il G20, ci sono da gestire i 200 miliardi del Next Generation, c’è da affrontare la distribuzione dei vaccini. Iniziamo finalmente a fare sul serio?”. La palla sta al premier, ribadisce Renzi: “Non siamo noi a dover decidere. E’ Conte a dovere fare un salto di qualità come ha promesso a noi e al Pd“.

“Mes? I grillini hanno troppa paura, non faranno cadere Conte”

Per quanto riguarda il voto sulla riforma del Mes, fissato per mercoledì 9, Renzi non ha dubbi: alla fine i 5 Stelle si accoderanno al resto della maggioranza. “Non succederà niente. I grillini hanno troppa paura di andare a votare per far cadere Conte sul Mes. Dunque fortunatamente i voti ci saranno, sia alla Camera che al Senato. Quella di queste ore è solo melina scenografica”, dice convinto.

I renziani abbandonano il vertice di maggioranza

Ma al di là dei grillini spaccati tra governisti e “duri e puri”, Italia Viva è un’altra rogna per Conte. E stavolta la rottura è evidente, con Ettore Rosato e Maria Elena Boschi che hanno abbandonato il vertice di maggioranza convocato online dal premier alla vigilia dell’appuntamento, alla presenza dei ministri Gualtieri (Economia), Amendola (Affari europei), Patuanelli (Sviluppo economico). “In Consiglio dei ministri votiamo contro quel piano – hanno attaccato la capogruppo e il coordinatore nazionale di Iv – Non possiamo conoscere i progetti di spesa del governo attraverso le interviste“. Una frecciatina per il colloquio del premier con Repubblica. I due renziani sono irremovibili: “Bisogna tornare al tavolo dei segretari di partito, non si possono convocare i rappresentanti di maggioranza solo a poche ore dal Cdm”. E hanno pure lanciato un avvertimento: “Guai a inserire i due maxi temi nella legge di bilancio all’esame delle Camere. Siamo molto delusi da tanta arroganza, questo non è il modo corretto di coinvolgere la maggioranza, ci sentiamo presi in giro“, hanno fatto presente abbandonando la videoconferenza. Dopo il loro strappo, l’attacco diretto di Renzi a Conte.

Oggi in Cdm Conte dovrà provare a ricucire con Iv. E proporre di affidare la governance del Recovery fund all’ennesima task force suonerebbe come una dichiarazione di guerra ai renziani. E se il premier si è detto “basito” per la reazione dei renziani, da Iv fanno sapere che “non voteranno niente a scatola chiusa”.

Adolfo Spezzaferro

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