Roma, 18 dic – “Onorando le nostre origini e tradizioni, salutiamo i fratelli italiani. Il sangue non diventa acqua. Viva l’Italia!” Con queste parole – e un lunghissimo striscione tricolore in bella vista sulle vetrate della sede – il Cruzeiro ha ricordato due anni e mezzo fa la propria genesi nel giorno in cui a Roma si omaggia il Milite Ignoto mentre le Frecce Tricolori decorano sopra al Vittoriano il cielo della città eterna.

Oltre un secolo di storia

Il perché dell’energico ossequio è presto detto, lo ritroviamo all’inizio dei (quasi) centodue anni di storia della società di Belo Horizonte. Il due gennaio 1921 infatti nella capitale dello Stato del Mina Gerais viene fondata la Società Sportiva Palestra Italia, omonima della compagine nata a San Paolo solamente qualche anno prima.

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Le cronache del tempo parlano addirittura di circa duecentocinquanta nostri connazionali accorsi all’evento fondativo annunciato il mese precedente dal console italiano. Con – ovviamente – il verde, il bianco e il rosso a rappresentare i colori sociali. Ma, così come imposto anche a quello che diventerà il Palmeiras, con l’avvento della seconda guerra mondiale ogni riferimento alla nazione dell’Asse venne forzatamente rimosso. La dirigenza impiegò quasi un anno a scegliere una nuova denominazione e una diversa tonalità.

A proposito di italici. Il vignettista di origini lucchesi Fernando Pieruccetti, conosciuto in Brasile con lo pseudonimo di Mangabeira, disegnò nel 1945 il portafortuna Raposa, una simpatica volpe. L’intelligente canino fu scelto in onore del presidente Mario Grosso. O meglio, omaggiando il suo essere “furbo, abile e ingegnoso”.

Una nobile decaduta

Il Cruzeiro, che oggi veste biancoblu, è una delle squadre più blasonate del paese verdeoro. Insieme ai cugini dell’Atletico Mineiro l’unica ad aver raggiunto la tripla corona formata da campionato brasiliano, coppa nazionale e torneo statale. Ma se i rivali bianconeri hanno conquistato la tripletta solamente dodici mesi fa, l’ex Palestra Italia detiene il primato dal 2003. Datate 1976 e 1997 invece le vittorie in Copa Libertadores, sorella sudamericana della nostra vecchia cara Coppa dei Campioni.

Nonostante ciò al termine della stagione 2019 lo Zêiro è retrocesso in Serie B, fatto fino ad allora mai accaduto. Curiosamente a sancire il punto più basso di questa secolare storia è stato proprio il Palmeiras, l’altra italiana del Brasile.

E’ iniziata l’era Ronaldo

Gravato da problematiche finanziarie il Cruzeiro ha visto anche il fantasma della terza serie. Esattamente un anno fa però un certo Ronaldo – che dalla compagine di Belo Horizonte ha iniziato la sua tanto sfolgorante quanto sfortunata carriera – ha rilevato il 90% delle quote societarie. Un ritorno a casa decisamente positivo per il Fenomeno, vecchia conoscenza del calcio italiano. Nello scorso settembre, alla terza stagione in purgatorio, il ritorno nella massima competizione brasiliana, conquistata con ben sette giornate d’anticipo.

Dopo il titolo con il Valladolid trattasi del secondo campionato da dirigente vinto in pochi mesi dall’ambizioso ex interista. La ricomparsa nel Brasileirão un gradito regalo arrivato nei giorni del suo quarantaseiesimo compleanno. Ma forse la risalita era già cominciata con la riscoperta delle proprie origini, con il sangue del fu Palestra tornato a pulsare. Viva il Cruzeiro e viva l’Italia!

Marco Battistini

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