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Roma, 5 dic – Bufera su Senad Lulic. Al termine del derby vinto dalla Roma per 2-0, con le reti di Strootman e Nainggolan, il calciatore bosniaco ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno riportato in auge lo stantio ritornello dell’allarme razzismo nel calcio. Nel mirino del calciatore della Lazio, il giallorosso Antonio Rüdiger, reo, secondo l’avversario, di aver provocato prima e durante la partita. Così lo ha stigmatizzato il laziale ai microfoni di Mediaset Premium: “Rüdiger già parlava prima della partita, due anni fa a Stoccarda vendeva calzini e cinture e adesso fa il fenomeno. Non è colpa sua, è colpa di quelli che stanno intorno a lui e che fanno crescere un ragazzo maleducato. Lasciamo stare queste provocazioni che capiteranno anche in futuro. Oggi abbiamo perso, ma guardiamo avanti. Dobbiamo crescere e smettere di fare questi errori”.

Nelle interviste successive Lulic ha fatto una parziale retromarcia, ma senza chiedere scusa: “Non voglio più parlarne, forse a caldo si dicono cose che non andrebbero dette. Chiedere scusa a Rüdiger? Lasciamo stare, anche i bianchi vendono i calzini”. E, in effetti, l’offesa sembra più mirata a mettere in evidenza un presunto “basso profilo” umano e professionale dell’avversario che non le sue origini etniche. Sulla vicenda è intervenuto anche il responsabile della comunicazione della Lazio, Diaconale, in sala stampa: “Chiedo scusa a nome della società e anche di Lulic, sono le espressioni a caldo di un giocatore a caldo dopo aver perso un derby a cui teneva molto. È una polemica andata oltre le righe, che si rifà alle parole precedenti di Rüdiger. Noi comunque vogliamo che la Lazio abbia uno stile di correttezza”.

 

Roberto Derta

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