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Roma, 16 lug – “L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue”. Gianluca Vialli non era e non è soltanto il capo delegazione della Nazionale di calcio italiana. Era ed è molto di più. Ovvero quello che oggi qualcuno chiama, per eccesso di imitazione anglosassone, “mental coach”. Carisma, forza, allenatore di mente e spirito di una squadra plasmata per combattere e dunque vincere. Perché è nella lotta che c’è la vittoria, a prescindere dal risultato.



L’uomo nell’arena, il meraviglioso discorso di Vialli

Il discorso pronunciato da Vialli prima della finale contro l’Inghilterra è letteralmente da brividi perché proprio questo insegnava ai giovani Azzurri: al campo, alla battaglia. E alla fine vinciamo noi, con onore. Lo riportiamo allora per intero, il passo che Vialli ha ripreso da L’uomo nell’arena, celebre discorso che Theodore Roosevelt tenne nel 1910 alla Sorbona di Parigi. Non sono quindi parole di Franklin Delano Roosevelt, altro presidente degli Stati Uniti, come erroneamente riportato da alcuni giornali.

“Non è colui che critica a contare, né colui che indica quando gli altri inciampano o che commenta come una certa azione si sarebbe dovuta compiere meglio. L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze. L’uomo che dedica tutto se stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta. L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato. Quest’uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta”.

Alessandro Della Guglia



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3 Commenti

  1. Ma la piantiamo con sta gran retorica der ciufolo? Questa nazionale di dementi non ha vinto la terza gm, gli è solo andata di culo a tirare qualche rigore. Eccheccazzo.

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