Roma, 23 ott – Ci sono un italiano, un bosniaco e un brasiliano. No, non è l’inizio di una barzelletta premiata dall’applausometro de “La sai l’ultima?” ma l’attuale podio della classifica marcatori di Serie A. Guida il redivivo Ciro Immobile con 7 centri – l’ultimo, sabato scorso con il rigore che ha dato il via alla rimonta laziale ai danni della malcapitata Inter – inseguito, un gradino sotto, da “nonno” Dzeko e dal capitano cagliaritano Joao Pedro. Scorrendo la graduatoria troviamo pochi italiani – Destro sempre a quota 6 (a segno ieri contro il Toro), Pellegrini, Candreva, per entrambi 4 reti – e tanti calciatori di nazionalità estera. Non è d’altronde una novità che (purtroppo) il massimo campionato nazionale sia zeppo di stranieri.



Serie B: l’apprendistato dei capocannonieri

Diverso è invece il discorso nel campionato cadetto, categoria da sempre fucina di (futuri) grandi centravanti, soprattutto azzurri. Dei quattro attaccanti che hanno segnato la penultima generazione di calciatori – per intenderci, quella che ha calcato i nostri campi tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del nuovo millennio – l’unico che ha giocato “solamente” in Serie A è stato un certo Francesco Totti, re dei gol nell’annata 2006/07.

Del Piero, Inzaghi e Vieri, invece, hanno iniziato a bucare i portieri avversari proprio in cadetteria. Nell’ordine: Pinturicchio in quel di Padova, Superpippo tra la natìa Piacenza e Verona, Bobo a Pisa, Ravenna e Venezia. Albo dei capocannonieri alla mano, oltre a questi grandi campioni (con l’ex capitano giallorosso eccezione a conferma della regola) tutti gli altri connazionali vincitori della classifica marcatori dal 1990 ad oggi – Vialli, Signori, Protti, Hubner, Lucarelli, Toni, Di Natale, Quagliarella, lo stesso Immobile – sono partiti proprio dalla serie B.

Giovani centravanti crescono

Che in cadetteria gol faccia rima con italianità lo dicono le statistiche. Tra i 50 più prolifici di sempre troviamo infatti un solo allogeno: Pablo Granoche, uruguaiano con bisnonni genovesi. E nel solco dei vari Schwoch, Cacia, Caracciolo, Tavano, Caputo, Ferrante – nomi storici della provinciale pedata italica – a differenza di quanto succede in casa della sorella maggiore, continua la saga del gol “italiano”.

Davanti a tutti, a 6 reti, una coppia di giovanissimi del 2000. Su Lorenzo Lucca, sconosciuto ai più fino a pochi mesi fa, hanno già messo gli occhi tutte le grandi. Il suo nome pare sia anche sul taccuino del cittì Mancini, uno che di attaccanti se ne intende. Il Pisa, che guida la classifica con 19 punti, sabato scorso ha perso l’imbattibilità allo Scida di Crotone. Primo marcatore di giornata è stato proprio Samuele Mulattieri, il quale con un destro in apertura di gara raggiunge il nerazzurro. L’ex Volendam (la formativa esperienza olandese si è chiusa con una ventina di marcature) ha estimatori anche oltremanica anche se al momento l’Inter, proprietaria del cartellino, non sembra avere alcuna intenzione di privarsene a titolo definitivo.

Buon inizio di stagione anche per Gabriele Gori, prestante centravanti ‘99 del Cosenza (via Fiorentina) e Lorenzo Colombo, 2002 scuola Milan attualmente in prestito alla Spal.

Chi sarà l’erede di Coda?

Più navigato è invece Simone Corazza, terminale offensivo – 5 volte in gol – dell’Alessandria. Per il trentenne friulano si tratta della seconda esperienza in serie B, dopo una vita (calcistica) passata a gonfiare le reti in terza serie tra Portogruaro, Sudtirol, Piacenza e Reggina. A fargli compagnia un “esperto” della categoria, vale a dire Federico Dionisi, classe 1987 e capitano dell’Ascoli.

Fermi, per così dire, a 4 bersagli i leccesi Massimo Coda, capocannoniere della passata edizione, e Francesco Di Mariano, autore nel maggio scorso del pesantissimo punto con cui il Venezia ha ipotecato la promozione. Chiude la lista dei pretendenti al trono l’ex milanista Gianluca Lapadula (Benevento): esploso a San Marino – correva l’anno 2011 – si guadagna la pesante eredità del fu Superpippo facendo le fortune di Teramo e Pescara. Ora, dopo un discreto lustro in serie A, un doppio obiettivo: riprendersi lo scettro – suo nel 2016 – e riportare la Strega in massima serie.

Marco Battistini

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