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Roma, 11 apr – Lo chiamano, a ragione, il campionato degli italiani. Ai nastri di partenza della serie B, infatti, in nessuna rosa del campionato abbiamo trovato più stranieri che connazionali. Le più virtuose, in questo senso sono Pisa (28 su 30 elementi), Vicenza (28 su 32), Pordenone (26 su 29), e Cittadella (24 su 26). Inoltre è di gran lunga la competizione calcistica nazionale più imprevedibile. Se nella massima serie, le sorprese – almeno per quanto riguarda i gradini più alti del podio – si sono praticamente estinte e lo scudetto spesso si vince con qualche turno d’anticipo, in cadetteria abbiamo visto spesso matricole in testa e “squadroni” impantanati nella fangosa lotta per non retrocedere. Oltre all’ormai endogeno fattore imponderabilità, la noia è bandita grazie alla serrata lotta per i play-off che consente a sei squadre, dalla terza all’ottava, la possibilità di giocarsi l’ultimo posto al sole disponibile.

Empoli e Lecce pronte al gran ritorno

Tutti rincorrono il sogno di vestire “l’abito elegante” e di calpestare l’erba di San Siro, dello Juventus Stadium o dell’Olimpico. E però la serie B nell’immaginario collettivo rimane il campionato che meglio rappresenta le più importanti realtà provinciali impegnate nel pallone. Una sorta di sintesi sportiva in cui ritroviamo tutte le peculiarità regionali dello stivale. Un calcio più genuino, più “pane e salame” rispetto al multiculturale mondo della serie A.

L’Empoli di Dionisi ha già lo spumante in fresco. Nonostante il blocco temporaneo causa Covid-19, i biancazzurri, con due partite da recuperare, hanno un rassicurante distacco dalla terza forza del campionato, la Salernitana. Un punto sotto ai toscani viaggia forte il Lecce del capocannoniere Coda (21 centri stagionali). A 5 gare (Spal, Vicenza, Cittadella, Monza e Reggina) dalla fine ha buone possibilità di arrivare all’ultimo turno – la trasferta al Castellani proprio contro l’attuale capolista – con in tasca il secondo pass per la massima serie.

In sei per un posto al sole

A sei giornate dal termine la sala d’attesa per l’ultimo posto sul treno diretto in Serie A è affollata da almeno 10 squadre. Al momento fuori dai giochi rimarrebbero Pisa, Reggina, Vicenza e Brescia. Più staccate rimangono Cremonese, Frosinone e Pordenone. Dentro al calderone dei play-off troviamo invece Chievo, Cittadella, Spal, Venezia, Monza e Salernitana.

I fari naturalmente sono puntati sulla finora deludente squadra brianzola del presidente Berlusconi. Anche se il corso della stagione ha certificato che per l’amministratore delegato Galliani sono lontani i giorni del condor, le qualità calcistiche dei singoli biancorossi (Balotelli, Boateng, D’Alessandro su tutti) potranno risultare decisive nelle partite secche. Venderanno cara la pelle i granata campani che, invece, il top player ce l’ha in panchina: Fabrizio Castori. Allenatore in attività con più presenze in serie B – sesto di tutta la storia – e unico ad aver allenato in tutte i ranghi della Figc (dalla terza categoria a salire), uno che  “qualche” promozione in carriera l’ha collezionata.

Motivazioni altissime anche per gli arancioneroverdi lagunari, reduci da un ventennio passato tra dilettantismo e basso professionismo. Scalpitano anche i ferraresi di capitan Floccari, vogliosi di tornare in A dopo una sola stagione. Il Cittarella, ormai presenza costante nel campionato cadetto, è invece la sorpresa. Silenziosa, come da tradizione, la compagine clivense è pronta a ribaltare l’attuale classifica per tornare nella massima serie. Là dove è stata “ospite fissa” tra il 2001 e il 2007 e tra il 2008 e il 2019.

La lotta salvezza

Meno avvincente e più delineata, ma non per questo meno importante, la lotta retrocessione. Virtus Entella e Pescara hanno – purtroppo per i loro tifosi – un piede in Lega Pro. Reggiana, Ascoli e Cosenza, tre squadre in un punto, si giocano l’accesso al play-out (sedicesima contro diciassettesima). Una del terzetto finirà direttamente nell’inferno della serie C e una si salverà. Se a fine stagione tra la quartultima e la quintultima il distacco sarà maggiore di quattro punti non si disputerà lo spareggio, in quanto avremo un poker di retrocesse dirette.

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Combattuta, ricca di colpi di scena e decisamente italiana. Nonostante l’assenza di pubblico e la mancanza dei lustrini riservati alla A, anche quest’anno la nostra amata serie B è riuscita comunque a regalarci emozioni e spettacolo. Ostriche e (calcio)champagne? Per essere felici, a volte, basta un bicchiere di vino con un panino.

Marco Battistini

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