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Roma, 11 apr – Il Ghana è una delle nazioni africane che ha beneficiato negli ultimi anni dei più elevati tassi di crescita. Questo è dovuto, tra le altre cose, al fatto che il governo ha puntato sull’agricoltura. A tale proposito è degno di nota il “Planting for food and jobs”, un programma governativo che ha fornito stimoli al settore agricolo per aumentare la produzione e conseguire l’autosufficienza alimentare. Questo programma ha tagliato importanti traguardi, se si pensa che adesso il Ghana ha raggiunto l’autosufficienza nella produzione del riso e della soia.



Il Ghana punta a ridurre del 70% l’import di pollame

Nonostante questi progressi rimane, tuttavia, ancora molto da fare. Un esempio in tal senso riguarda la produzione di pollame, alimento importante nella dieta locale. Di tutti i polli che vengono consumati in Ghana solo il 17% è di produzione interna. Il rimanente 83% viene importato ad un costo annuo di 380 milioni di dollari. Questo, oltre a pesare sulla bilancia dei pagamenti, crea anche problemi di sicurezza alimentare. Eventuali problemi da parte delle nazioni esportatrici si ripercuoterebbero infatti in Ghana, lasciando il governo senza la possibilità di adottare contromisure.

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Una situazione potenzialmente problematica e non sostenibile sul lungo termine. Perciò l’esecutivo di Accra ha lanciato il programma “Rearing for food and jobs” che si pone come obiettivo quello di ridurre entro il 2025 l’importazione di pollame del 70%. Per raggiungere il traguardo il governo del Ghana si impegna a offrire incentivi per migliorare la produttività degli allevamenti, costruire infrastrutture dedicate anche alla macellazione e aumentare i controlli sanitari. Nessun aumento di produzione è però possibile se non si punta anche sull’alimentazione del pollame. Ecco allora uno schema di incentivi agli agricoloti per riconovertire parte della produzione verso mais e soia, così che si possano fornire mangimi di qualità agli allevatori.

Giuseppe De Santis

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