Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 24 giu – L’Ungheria oscura l’arcobaleno. L’impresa non è sfiorata, è compiuta. E i tifosi ungheresi lo sanno bene, tanto da continuare a cantare come un sol uomo a fine partita. Contro la Germania la squadra magiara ha dato tutto e per un soffio non ha portato a casa una storica qualificazione. 



L’orgoglio di un popolo indomito

L’Ungheria ha fermato la supponente Francia e costretto allo striminzito pareggio pure la corazzata tedesca. Entrambe obbligate ad accontentarsi di un punto, nonostante la netta superiorità tecnica sulla carta.

Black Brain

Leggi anche: Ungheria, il boato dei 60mila di Budapest spegne la supponente Francia (Video)

Ma il video che vi mostriamo è da brividi non solo perché commovente in quanto simboleggia l’orgoglio di chi sa uscire da un torneo calcistico a testa alta.

E’ da brividi perché emblema di un popolo mai domo che in passato ha resistito al comunismo e dimostra adesso di saper resiste alle sirene globaliste. Nelle immagini si vede la squadra sotto la curva dei tifosi magiari che urlano il nome dell’allenatore italiano, Marco Rossi. Condottiero apprezzatissimo in Ungheria e fino a pochi giorni fa pressoché sconosciuto in Italia.

All’Allianz Arena si vede solo l’Ungheria, altro che l’arcobaleno di Monaco

Poi gli stessi tifosi battono le mani e iniziano a cantare l’inno nazionale ungherese. Inizia così, dalla poetica traduzione di Paolo Agostini: “Con dovizie e buon umor. Su di lui stendi Tua man, se combatte l’invasor. Sorte avversa chi subì. Goda alfin anni miglior. Già il Magiar espiò. Della storia amaro duol”. A quel punto la squadra in campo si blocca, i calciatori osservano con le lacrime agli occhi i tifosi. E tutti con la mano sul cuore cantano a loro volta l’inno a squarciagola. All’Allianz Arena non si sente più altro, non si vedono più sparute bandiere arcobaleno mostrate da qualche tedesco giusto per provocare, inutilmente. A Monaco d’un tratto si vedono solo i tricolori ungheresi, si odono soltanto i cori di un popolo indomito. Giù il cappello signori. E un pizzico di invidia.

Alessandro Della Guglia

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. No, non un pizzico, ma tanta, tanta invidia. Soprattutto pensando che sabato i nostri li vedremo tutti in ginocchio…

Commenta