Roma, 5 dic – Sulle sponde dell’Adige hanno in dote uno scudetto, sotto al Monte Berico una coppa Italia. Verona e Vicenza, due città che, per lo meno nel calcio, si contendono il primato della regione. Quello conosciuto in tutto lo stivale come “derby del Veneto” è uno dei più antichi nel belpaese della pedata: per gli scaligeri la rivalità maggiore ribolle infatti verso i biancorossi – Chievo e Virtus sono concittadine totalmente subalterne all’Hellas – e alla nobile provinciale (più che al Venezia) da sempre è toccato l’arduo compito di ostacolare la supremazia veronese.

Da Goethe a… Schwoch

Se il primo incontro calcistico tra le due fazioni è datato 29 aprile 1906 – secondo le cronache del tempo un’amichevole giocata sotto un abbondante rovescio – il più antico confronto sportivo risale al settembre 1786. A raccontare l’aneddoto è Johann Wolfgang von Goethe, il quale durante il biennio passato nella nostra nazione sosta in entrambe le città. Il letterato tedesco si imbatte nell’esibizione di un gioco di squadra simile alla pallacorda, ossia il “pallone con il bracciale”, stupendosi che tutto ciò avvenga tra la vie del centro scaligero piuttosto che nell’anfiteatro. Quei giocatori “tutti giovani, arditi, vigorosi; vestiti in corto, ed interamente di bianco” che “portano un segnale colorato per distinguersi i due campi combattenti” altro non sono che eleganti antenati degli odierni calciatori.

Oltre due secoli dopo sarà un altro (cognome) tedesco a scrivere – ergo, a segnare – una pagina importante del racconto ambientato tra il Menti e il Bentegodi. Nella non esaltante stagione cadetta 2002/03 (il Vicenza chiuderà in ottava posizione, l’Hellas quattordicesimo) i due derby regalano per lo meno gol ed emozioni. All’andata si impongono gli scaligeri per 4-2. Nel ritorno, invece, sono i berici ad esultare, regolando gli ospiti con un sonoro 4-1 maturato negli ultimi 10’ di gioco, grazie alle doppiette del “solito” Schwoch (due reti anche nella precedente sconfitta) e di Margiotta.

2016/’17: Hellas Verona in A, Vicenza in Lega Pro

L’ultimo, sicuramente non per importanza, incrocio ufficiale è invece piuttosto recente, in quanto risale alla stagione 2016/17. Lo “scontro” arriva alla trentanovesima giornata di Serie B ed entrambe le compagini hanno un disperato bisogno di punti: è in gioco la promozione diretta in A per il Verona, il Vicenza invece lotta per evitare di finire in terza serie. Al fischio d’inizio il bilancio è in perfetta parità: 35 affermazioni per parte a cui si aggiungono 25 pareggi.

Siligardi al 20’ la sblocca con un bel sinistro da fuori area, ma la festa scaligera non dura neanche un quarto d’ora: Bellomo appena entrato in area disegna un destro a giro che vale l’1-1. L’equilibrio del primo tempo viene spezzato all’ora di gioco, in una seconda frazione dove succede di tutto. Esposito – di testa su azione d’angolo – ribalta la situazione portando avanti gli ospiti, i quali nonostante la spinta gialloblu potrebbero chiuderla in contropiede. Quella che per i biancorossi sarebbe una vittoria al sapore di salvezza sfuma – incredibilmente – a cavallo del 90′: un minuto prima del gong Bessa insacca un gran destro dai 25 metri poi, al 95’, una girata sottoporta del troppo solo Romulo fa esplodere il Bentegodi.

I verdetti ufficiali arriveranno all’ultima: il punto ottenuto in quel di Cesena sancisce il ritorno gialloblu nel paradiso della massima serie, la sconfitta interna contro lo Spezia spedisce al contrario la città dell’oro nei gironi infernali della Lega Pro. In quel rocambolesco 3-2 gli dèi del calcio hanno solo anticipato la loro sentenza definitiva.

Marco Battistini

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