Milano, 18 ott – L’odio, la viltà e la negazione della verità si nascondono anche dietro la burocrazia. Succede a Milano, città guidata dalla giunta di sinistra del sindaco Sala, dove ha suscitato grande indignazione la mancata intitolazione (sarebbe dovuta avvenire il 10 ottobre) di un giardino a Norma Cossetto, giovane martire istriana violentata e uccisa dai partigiani del maresciallo Tito nel 1943. Si tratta di uno spazio verde realizzato per la residenza universitaria del Politecnico in cui tutto era già pronto per il riconoscimento alla memoria di Norma, fino a quando, all’improvviso, è giunto all’ateneo l’alt degli uffici comunali, che hanno persino fatto apporre un osceno nastro adesivo sulla targa che portava il nome della giovane vittima dell’odio comunista.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Municipio 4, competente per territorio, il leghista Paolo Bassi, che ha detto: “Ci abbiamo messo sei mesi per arrivare a questo punto, con più di un atto pubblico affisso all’albo pretorio e trasmesso agli uffici”. “Se c’erano vizi di forma – ha aggiunto Bassi – potevano essere comunicati prima e in forma scritta. Voglio pensare che nessuno sia contrario a tale intitolazione”. “Siamo pronti a organizzare una cerimonia aperta a tutti, un momento civico importante per conservare il ricordo e rendere omaggio a Norma e a tutti i martiri delle foibe”, ha poi annunciato il presidente del Municipio.

A brandire l’arma della burocrazia ci ha pensato l’assessore alla Cultura della giunta Sala, Filippo Del Corno. “Sono molte le proposte di intitolazione in fase di istruttoria e quindi di delibera, e l’intitolazione a Norma Cossetto sta seguendo il suo normale iter, che impegna in genere alcuni mesi”, ha dichiarato, accusando Bassi di aver compiuto uno “strappo” e di aver fatto agito “incurante della norma, del rispetto istituzionale, delle rassicurazioni da me fornite al suo assessore Celestino, ed anche della buona educazione”. Affermazioni respinte al mittente dall’esponente leghista, il quale ha descritto tutta la trafila intrapresa, anche insieme al Politecnico per l’inaugurazione, e stoppata a seguito di un intervento “verbale” di un non meglio precisato rappresentante del Comune all’ateneo che ha imposto pure la copertura con il nastro adesivo del nome della giovane martire, senza nessun’altra comunicazione scritta come prevedono i rapporti istituzionali. Ma, al di là dei pretesti burocratici, il problema sembra un altro. “Succedono cose strane a Milano quando si parla di memoria dei martiri delle foibe”,  ha commentato Bassi.

Durissimo il commento della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Scandaloso smacco alla memoria di Norma Cossetto – ha detto -. A Milano era tutto pronto per l’intitolazione di un parco alla giovane studentessa imprigionata, seviziata e uccisa dai partigiani titini, ma il Comune fa coprire la targa col nastro adesivo prima della cerimonia. Fratelli d’Italia andrà fino in fondo a questo scempio: il Comune e la sinistra si vergognano forse di ricordare i martiri delle foibe?”.

La risposta è già nei fatti. Si pensi che l’anno scorso nel Municipio 7 ci furono polemiche per la proiezione del film Red Land, che ricostruisce la vicenda storica in questione. E adesso, in concomitanza con la mancata intitolazione del giardino, arriva da sinistra un’altra iniziativa che la dice lunga. In Consiglio municipale è stata messa in calendario una mozione con cui il Pd chiede di rimuovere “immediatamente” dall’aula consiliare le tavole del fumetto “Foiba rossa”, che è stato esposto a febbraio nella sala del Municipio e da allora lì è rimasto.  Le argomentazioni? Ancora una volta burocratiche e regolamentari. Ma la maschera di questi signori è caduta da un pezzo.

Fabio Pasini

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