Intesa sanpaoloRoma, 25 giu – La banca centrale cinese mette a segno un altro colpo, entrando nel capitale di banca Intesa Sanpaolo, secondo istituto di credito del paese. E’ quanto si apprende dalle informative sull’azionariato pubblicate sul sito ufficiale della società torinese, le quali seguono le comunicazioni che l’azionista deve obbligatoriamente fare -alla partecipata, oltre che alla Consob- in caso di superamento della soglia del 2%.

Non è dato sapere se la partecipazione è stata acquisita tutta d’un tratto o, com’è più probabile visti anche i precedenti, in un arco di tempo, comunque rapido, attorno all’anno. Ciò che rileva è in ogni caso l’attivismo cinese a Piazza Affari e nell’economia italiana, che sembra non conoscere sosta. L’ultima operazione di rilievo è stata la limatura al rialzo della partecipazione in Terna, avvenuta a gennaio di quest’anno, che ha seguito di poco l’ingresso di State Grid Corporations of China nel capitale di Cdp Reti -che controlla anche Snam- con il 35% del capitale. Per non parlare dell’operazione Pirelli del marzo scorso.

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Al di là del grande accordo di State Grid, che oltre all’acquisto della partecipazione gli permette di nominare propri rappresentanti nei consigli di amministrazione, quello di People’s Banck of China è l’esempio di maggiore penetrazione nel mercato nazionale. L’istituto centrale sta lavorando da fondo sovrano, diversificando i propri investimenti in numerosi contesti e settori. Con l’Italia a fare da capofila: Eni, Enel, Generali, Telecom Italia, Fiat Chrysler, Mediobanca, Prysmian, Saipem sono le società nelle quali l’istituto cinese ha acquisito partecipazioni pressoché tutte al di sopra del 2%.

Filippo Burla

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