barbagallo camusso furlanRoma, 5 set – Che il mondo dei sindacati fosse un mondo di benefici e privilegi era noto. Il mai censito patrimonio immobiliare è immenso, così come pure gli stipendi dei papaveri della triplice Cgil-Cisl-Uil, messi a nudo meno di un mese fa. Ora si scopre che ad ingrassare sono, pur a parità di condizioni rispetto ad altri lavoratori, anche le pensioni.

Stando ad un recente studio dell’Inps, rientrante nell’operazione “Porte aperte” voluta dal presidente Tito Boeri, emerge infatti come i sindacalisti in distacco o in aspettativa non retribuita, oltre al diritto al versamento dei contributi figurativi da parte del datore di lavoro (sia esso pubblico o privato) si vedono anche versati i contributi a carico dell’organizzazione. Questi ultimi, inoltre, nel caso di lavoratore nel settore pubblico vengono trattati utilizzando il sistema ante-1993, ben più vantaggiose perché prevedono ancora il calcolo del trattamento sulla base dell’ultima retribuzione.

Il risultato? Se i sindacalisti che godono del versamento contributivo aggiuntivo a carico dell’organizzazione di riferimento fossero trattati a parità di condizioni degli altri “normali” lavoratori, vedrebbero il loro assegno calare di quasi il 30%.

Inevitabile l’ira delle sigle. “Non vi è nessuna condizione di privilegio. I lavoratori distaccati rinunciano a sviluppi di carriera e ad altre retribuzioni per la presenza in servizio”, tuonano dalla Cgil, mentre è più diretta la Uil: “L’Inps esprime una valutazione generica, da far sospettare che l’intento sia di generare discredito”. Di fronte ad un sistema previdenziale sempre più esclusivo, con l’uscita dal lavoro in costante allungamento –salvo penalizzazioni anche per chi, a più di 60 anni e con oltre 40 di contributi, volesse godersi il meritato riposo – e nel più che totale silenzio di un fronte ormai appiattito sulle posizioni governative, perché si possa parlare di macchina del fango non serve l’Inps: l’incapacità ed i privilegi degli stessi sindacati bastano e avanzano da soli.

Filippo Burla

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