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Roma, 5 mag – Leggo su Facebook uno status che piace alla gente che piace in cui si fa del sarcasmo sulla nuova legge sulla legittima difesa: “Perché posso sparare al ladro che mi entra in casa ma non all’evasore che ruba le tasse che servono per la scuola di mio figlio?”. Ecco, finché il livello delle obiezioni sarà questo, i tribuni del centrodestra in cerca di applausi facili avranno buon gioco nel giocare ai giustizieri della notte. Nei dibattiti delle settimane scorse, a un infervorato Salvini in piena foga pistolera, esponenti del Pd (pure, oggi, protagonisti della nuova, contestata legge) obiettavano: “Quindi per te la proprietà privata vale più della vita umana?”. Stesso cortocircuito di cui sopra.

Non hanno capito niente, è evidente. Non hanno capito che il trauma di un’aggressione nella propria abitazione non è materiale, non c’entra la “roba” di verghiana memoria. È un’invasione del proprio spazio, una violenza etologica. L’uomo è un animale territoriale, la filosofia “no border” esiste solo nella mente ketaminica dei figli dei suddetti commentatori. L’uomo difende il suo territorio, è una legge naturale che viene prima di qualsiasi legge scritta su cosa e non si possa fare per rispondere a determinate violenze. Il naufragio di una certa sinistra nasce proprio da qui: non capiscono l’uomo, non capiscono i popoli, hanno perso il contatto con le regole del vivente, con l’autenticità carnale delle cose. E a chi evoca Paul Kersey, il vendicatore interpretato da Charles Bronson nella saga del Giustiziere della notte, conviene ricordare che, nel film, il protagonista era un convinto progressista e pacifista, fino al momento in cui ha fatto i conti con la durezza del mondo e si è trasformato in un killer.

La nuova legge votata alla Camera presenta alcuni elementi interessanti. Giusto, per esempio, allargare la nozione di “legittima difesa”, sancendo il principio che l’irruzione violenta nelle case e nelle proprietà dei cittadini manifesti una minaccia reale per la vita delle persone, di per sé sufficiente a determinare una reazione. Sembra fatta apposta per suscitare le ironie della rete, invece, la menzione pilatesca della possibilità di difendersi legittimamente solo “di notte”, che sembra un po’ il solito pasticcio all’italiana e che non farebbe altro che dare ai pm ulteriore discrezionalità, come se non avessero già abbastanza mano libera. Ma, al di là degli aspetti tecnici della legge, a sembrare stonato è un po’ tutto il dibattito, che pare viaggiare sulle frequenze di un individualismo esasperato e su note culturali pienamente americanoidi. Abbiamo ormai rinunciato a ragionare in termini politici: la sinistra sa pensare solo ai diritti delle minoranze, la destra aizza la rabbia delle maggioranze, ma sempre restando sul piano dell’atomo individuale. Non c’è mai una soluzione concreta, collettiva, comunitaria, sistemica dei problemi. È lo Stato che deve garantire la sicurezza dei cittadini. Ma anni di servaggio ci hanno disabituato a ragionare in termini di Stato. Restano solo vittime e giustizieri. Noi eravamo rimasti ai combattenti e produttori, ma quella era un’altra epoca. E un altro Stato.

Adriano Scianca

4 Commenti

  1. Credo che venga fatto un dietrofront perché si sono resi conto che il disegno di legge è assolutamente fuori dei loro canoni. Qualcuno ha fatto un errore. Non è tanto per il luogo incompiuto del “tempo di notte”, ma direi per il carattere dirompente della proposizione successiva.

    A quanto leggo, ART. 01 “Si considera legittima difesa […] la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte OVVERO LA REAZIONE A SEGUITO DELL’INTRODUZIONE NEI LUOGHI IVI INDICATI [art. 614 c.p.] CON VIOLENZA ALLE PERSONE O ALLE COSE OVVERO CON MINACCIA O INGANNO.

    Significa che la difesa sarebbe legittima se taluno si introducesse in casa e vi fosse semplice violenza sulle cose o inganno (agli anziani, ad esempio).

    Deve essersi acceso un lampeggiante al Ministero della Verità. E i Winston Smith sono di nuovo a sfregare a tutta forza. Il nuovo testo piacerà al Partito Interno?

  2. Credo che venga fatto un dietrofront perché si sono resi conto che il disegno di legge è assolutamente fuori dei loro canoni. Qualcuno ha fatto un errore. Non è tanto per il luogo incompiuto del “tempo di notte”, ma direi per il carattere dirompente della proposizione successiva.

    A quanto leggo, ART. 01 “Si considera legittima difesa […] la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte OVVERO LA REAZIONE A SEGUITO DELL’INTRODUZIONE NEI LUOGHI IVI INDICATI [art. 614 c.p.] CON VIOLENZA ALLE PERSONE O ALLE COSE OVVERO CON MINACCIA O INGANNO.

    Significa che la difesa sarebbe legittima se taluno si introducesse in casa e vi fosse semplice violenza sulle cose o inganno (agli anziani, ad esempio).

    Deve essersi acceso un lampeggiante al Ministero della Verità. E i Winston Smith sono di nuovo a sfregare a tutta forza. Il nuovo testo piacerà al Partito Interno?

  3. Traggo uno spunto dal libro Psicoanalisi della guerra: [“Di fronte alla domanda di Rosati: “Ma esiste un valore superiore alla vita degli uomini?”, la risposta del Generale Burns è stata: “Si, valvare l’anima”.]

    L’Uomo ha la Vita ed ha nell’istinto di sopravvivenza il massimo valore (valore assoluto) perchè se perde la vita perde tutto; eppure ci sono state persone che hanno sacrificato la propria vita per qualcosa che evidentemente mettevano prima del valore della vita stessa; quindi la vita è un valore assoluto per il corpo, ma non per quell’”insieme” che è l’Essere Umano. L’Essere Umano non è solo corpo, ma anche Valori; Virtù; Meriti; Emozioni; Felicità, e poi turbamento, paura, ecc-ecc. Ed è naturale che tali insieme di Valori possano trascendere la mera fisicità e materialità del solo corpo ed essere avvinti ad altre materie, fisicità che non devono per forza essere viventi, altrimenti ci sarebbe un confinamento dei Valori, un muro tra i nostri Valori e l’impossibilità, il divieto di legarci a cose non vive; ma il semplice e plurimillenario “rito dei morti” che noi attuiamo in varie forme a seconda delle nostre confessioni morali ci dice che possiamo essere legati, a vario titolo, moralmente ed attraverso i nostri Valori anche a cose non vive; a ricordi, ad emozioni, ecc.
    Per la quasi totalità delle persone tali Valori sono anche nelle cose che li attorniano e con cui instaurano un rapporto emotivo, quindi di Valori; ecco che quindi, togliere a queste persone degli oggetti che sono, rappresentano i loro Valori, le loro emozioni, parte della loro vita; è come togliergli la vita. Ecco perchè la legittima difesa della propria vita si estende a ciò che ci appartiene, perchè ciò che ci appartiene fa parte di noi; come i Valori ed il rapporto trascendente, astratto ma reale (come lo sono le emozioni, l’amore, il dolore dell’anima, ecc) che si instaura tra il “noi” materiale, fisico ed il “noi” immateriale, astratto, emozionale, emotivo, sentimentale.

    • Sono d’accordo con te, Parermio. Purtroppo molte persone e soprattutto giovani della mia età non comprendono appieno l’aspetto “spiritale” ma solo quello “materiale” della vita (comprendendolo anche male, visto che si rovinano la vita fumando e bevendo troppo, quasi come se ci tenessero alla vita ma nemmeno più di tanto).

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