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Padova, 20 gen – A fine maggio è stato pubblicato il primo romanzo storico riguardante la Provincia di Lubiana e la Selva di Tarnova: “Fratelli Contro”, di Valentino Quintana, Leone Editore. Un libro che racconta in maniera accurata e realista, fatti poco noti accaduti a Lubiana (1941 – 1943) e a Tarnova nella Selva (1945), durante la Seconda Guerra Mondiale. Tali eventi hanno diviso i destini di molte famiglie, caratterizzandone in maniera profonda l’esistenza dei protagonisti, in particolare Giorgio e Mattia Gherdovich. Sono i figli di un importante esponente del Partito Fascista Triestino, Gianni, “educati” parimenti con valori legati al culto del Littorio, ma soprattutto desiderosi di contribuire con il loro operato, all’organizzazione della nuova Provincia di Lubiana. Nel 1941 entrambi si recano in questo territorio, animati da grande entusiasmo e dalla spontaneità legata alla loro giovane età. La guerra però muta gli animi delle persone, esaspera le posizioni, spesso le rende nemiche. Una data segnerà la fine della loro ventennale amicizia: l’otto settembre 1943.
Scoppieranno infatti due ribellioni opposte: quella di giovani che a guerra perduta, sceglieranno di giurare fedeltà allo stato fascista repubblicano. E quella di coloro come Mattia, deluso dall’esperienza slovena e seguendo gli ideali rappresentati dalla donna della sua vita, Ančka, partigiana di Tito e a capo della resistenza, di cui è innamorato, decideranno di unirsi alle truppe partigiane jugoslave. In un’Italia divisa tra fazioni e in un conteso confine orientale, i due giovani, ignari, saranno obbligati da un avverso destino, a combattere sul campo di Tarnova nella Selva, uno di fronte all’altro, durante una delle battaglie più feroci e ideologiche (italianità contro slavismo, fascismo contro comunismo) della Seconda Guerra Mondiale.
L’amore fraterno però si dimostra più solido ed efficace di qualsiasi brutale conflitto e prevale con certezza su ogni forma di ostilità. Solamente l’Italia del periodo post bellico riunirà la famiglia Gherdovich, quanto tutte le lotte intestine e fratricide saranno terminate. Mattia e Giorgio hanno sofferto, lottato, ma si sono ritrovati uniti nell’amore fraterno e nella gioia per la ritrovata (quanto apparente) libertà. Il primo entrerà, assieme all’amata donna a capo del IX Korpus jugoslavo in una Trieste che lo rifiuterà, l’altro dovrà scegliere l’esilio, anch’egli accompagnato dalla fanciulla amata. La storia del Confine orientale non finirà positivamente per l’Italia nel 1945 – 1946, ma la gioia di vivere, la fraternità sono sentimenti sempre attuali, privi di qualunque prezzo, che si pongono come obiettivi da proteggere ed esaltare sempre, ad ogni costo.
Alessandro Della Guglia

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