Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 20 gen – “Aiutiamoli a casa loro”, è l’appello lanciato da Fiorella Mannoia sulla propria pagina Facebook. Una provocazione in realtà, visto che la cantante nota per le sue simpatie di sinistra, ha poi spiegato meglio il concetto con un linguaggio decisamente forte: “Dite che sono troppi e non possiamo accoglierli tutti. E’ vero! Facciamo una cosa. Riportiamo tutti gli africani in Africa. Andiamocene tutti – scrive la Mannoia – multinazionali del petrolio, delle armi, del cibo, trafficanti di diamanti, di organi, di coltan, di oro, di rifiuti tossici…Andiamocene via dall’Africa: francesi, inglesi, olandesi, americani, cinesi, tedeschi, italiani, banche mondiali, fondo monetario, tutti fuori dalle palle!!”.
Fiorella Mannoia, dopo aver appoggiato alle politiche del 2013 la lista Rivoluzione Civile, guidata dal magistrato Antonio Ingroia e aver sostenuto successivamente Virginia Raggi alle comunali di Roma (per poi pentirsene), ha lanciato quindi un messaggio con tutta evidenza agli antipodi rispetto alla politica delle porte aperte promossa da tutti i partiti di sinistra italiani. Una dichiarazione che non è passata inosservata sui social, tanto da suscitare reazioni di ogni tipo da più parti. Possibile che pure la compagna Mannoia si sia ravveduta cogliendo perfettamente il dramma dell’immigrazione forzata?
A dirla tutta, precisazioni e ironia a parte della cantante, la sua è pure un’invettiva contro il neocolonialismo che depreda da anni il continente africano. Ha centrato quindi il punto, con un semplice post su Facebook.

La tua mail per essere sempre aggiornato

9 Commenti

  1. Pensa un po’,ci mancava la comunistella………. infatti , andiamocene tutti in africa, almeno costruiremo qualcosa di utile , con tutte le risorse che hanno dovrebbero nuotare nell’oro, al contrario questo continente a noi superiore,per razza è cultura,naviga fra guerre,fame e terrorismo……. stranamente in sud africa , qualcosa di buono c’è……… diciamolo a bassa voce,colpa degli schifosi…… bianchi.l

  2. quella del DEPREDAMENTO del continente africano è uno dei luoghi comuni che possono al massimo fare presa su qualche ragazzetto dei centri sociali o su qualche Don “Bagnino”,oltre ovviamente alla suindicata cantantessa.
    esempio: se in Nigeria il petrolio lo portassimo via a costo zero (anzichè pagandolo come tutti) non si capirebbe davvero perchè acquistiamo da quel Paese appena il 2,8% del totale importato,ove la gran parte (41,8%) è acquistato invece dai Paesi ex-URSS (Russia il 17%) ove immagino non ci venga regalato affatto.
    non sarebbe molto intelligente quindi, acquistare il petrolio pagandolo secondo i prezzi di mercato in buona parte dai Paesi ex URSS (più un 23,6% dal Medioriente:Arabia Saudia e Iran) quando lo si potrebbe depredare,ossia praticamente rubare a costo zero…
    (dati Unione Petrolifera)

  3. Il colonialismo di Stati Sovrani con l’evolversi dei tempi avrebbe portato in un certo qual modo benessere in Africa. Ma il colonialismo finto, fatto dalle solite banche e multinazionali ha ridotto i paesi africani quello che sono. E dato che questi stessi enti privati governano anche in Europa, sarà meglio che ci aspettiamo il peggio anche qui.
    Altro che lasciare in pace l’Africa cara fiorella prima devono lasciare in pace l’Europa e poi tutto tornerà a posto.

  4. Non ci cascate. Questa cambia idea ogni cinque minuti. Non mi stupirei se nei prossimi giorni si scusa e “rettifica” (cosa non si fa per mettersi in evidenza…).

  5. Al di là del fatto che nessuno si è permesso di interpretare il vero senso dello sfogo della cantante, mi permetto di dire che taluni “sparano” a vanvera senza nemmeno conoscere la storia italiana. Figuriamoci allora quella africana! Io credo per esempio che il Sig. Fabio Bertoncelli dovrebbe studiare la storia del colonialismo, ma più in generale la storia. Le sue sono affermazioni populiste prive di ogni fondamento, e dimostrano la sua totale ignoranza dei rapporti di cooperazione tra l’Africa e l’Occidente. Se questo signore crede veramente nell’inesistenza del neocolonialismo, ciò significa l’urgenza di ricominciare a studiare la storia.

Commenta