Bolzano, 4 dic – In questi giorni diversi italiani del capoluogo altoatesino lamentano l’inefficienza di un corso di tedesco che, a loro insaputa, ha coinvolto una decina di “profughi”. Questo corso organizzato da Learning Center prevede una quota di iscrizione per i cittadini di 200 euro ma con il risultato di avere gravi rallentamenti nell’apprendimento dovuti all’insegnamento, nella stessa lezione, prima nelle traduzioni dall’italiano al tedesco e, successivamente, dall’inglese al tedesco, per dare così la possibilità agli immigrati di apprendere la seconda lingua locale. Quest’ultimo passaggio però non era stato menzionato nella pubblicità e nell’invito di partecipazione al corso. A livello di bilancio preventivo per il progetto di integrazione dei profughi “Per una inclusione attiva: lingua tedesca come opportunità”, risulta esserci la voce “quote di iscrizione” pari a 1.440€.

Alcuni partecipanti bolzanini, in seguito al fallimento della prima lezione, hanno esternato sui social il loro disappunto per l’inutilità di un corso costato 200 euro e, in cerca di un aiuto, hanno chiesto spiegazioni ad alcuni rappresentanti politici. A rispondere all’appello è stato il consigliere comunale di CasaPound Bolzano, Andrea Bonazza che, già nel corso della Commissione Attività Sociali del 19 ottobre, aveva esternato la sua contrarietà al progetto di Learning Center reputandolo “una presa per il culo per i partecipanti autoctoni”, sollevando quesiti a proposito dei costi di “un contributo comunale ingiustamente indirizzato solo a questi presunti profughi e non alla popolazione locale, per la quale l’apprendimento del tedesco è fondamentale per il conseguimento del patentino di bilinguismo, essenziale nel pubblico impiego”.

Sangue di Enea Ritter

La Commissione Attività Sociali del 19 ottobre terminò con l’approvazione del contributo di questo progetto di integrazione, in seguito ai voti favorevoli di PD, Svp e Verdi, una astensione della Lega Nord e 2 voti contrari di CasaPound e Gruppo Misto.

Giorni fa il consigliere di Cpi fattosi portavoce del malcontento dei cittadini iscritti al corso, ha sollevato la polemica portandola all’attenzione della stessa Onlus Learning Center. Sono bastate poche ore e l’associazione ha ritirato dal corso diversi profughi lasciando la partecipazione solo ai due più meritevoli e realmente interessati. “Adesso rimane da capire dall’amministrazione – annuncia Bonazza mediante un interrogazione consiliare – se questo contributo di 1.440 euro uscito dalle casse comunali rientrerà nelle stesse, oppure diventerà l’ennesimo ‘regalino’ all’associazionismo che lucra su immigrazione e integrazione con i fondi pubblici”.

Nicola Mattei

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