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Washington, 4 dic – Prosegue il tesissimo rapporto tra l’amministrazione Trump e il mondo dei media mainstream. Novità in relazione alle indagini legate al Russiagate guidate dal procuratore Muller e alle recenti evoluzioni che includono la scelta dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale Flynn di patteggiare e dichiararsi colpevole davanti al giudice ammettendo di aver mentito in merito ai contatti con personale russo da parte dell’entourage del neo presidente Usa.



Apparentemente una grande vittoria per la sinistra che punta evidentemente ad un impeachment del presidente ed ad eliminarlo per via giudiziaria dopo aver compreso che al momento, politicamente parlando, Trump non ha particolari problemi di consenso verso l’elettorato a stelle e strisce ed anzi, dopo aver vinto la sua battaglia per la riforma fiscale, rischia di aumentare il proprio appeal, già forte, verso la classe media bianca.

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Tuttavia per ora qualcosa non torna e l’unica testa saltata è quella del redattore della ABC News Brian Ross, che è stato sospeso per quattro settimane dal proprio network per un grave errore nella diffusione delle notizie riguardanti il Russiagate. Il giornalista aveva inizialmente affermato che in periodo di campagna elettorale Trump aveva incaricato Flynn ed altre persone per rapportarsi col governo russo, mentre in realtà quel che Flynn per ora ha ammesso è di essere stato incaricato da Trump di incontrarsi con personale russo per discutere di lotta all’Isis e dello scenario siriano nel periodo di transizione che è passato tra la vittoria di Trump alle urne ed il suo effettivo insediamento.

Piccola differenza temporale, ma che legalmente parlando fa tutta la differenza del mondo: infatti mentre è illegale che un candidato incontri o parli direttamente con agenti di governi stranieri prima delle elezioni (notare che la Clinton è tutelata sotto questo aspetto perchè era Segretario di Stato sotto Obama e questo la mette al riparo da dimostrati rapporti tra il suo entourage e personale governativo straniero) è perfettamente legale e comune prassi politica che il neo eletto Presidente costruisca i suoi canali politici particolari anche prima che effettivamente entri nella Casa Bianca (così come è prassi che i servizi segreti statunitensi comincino a far avere al neo Presidente materiale classificato da analizzare, prima che fisicamente questi entri alla Casa Bianca ad esempio).

https://twitter.com/realDonaldTrump/status/937145025359761408

Come è potuto accadere questo errore? Probabilmente l’odio da parte dei media liberal verso Trump sta accecando gli avversari del presidente e qualcuno si è scottato… ma si può sospettare che si sia trattata di una polpetta avvelenata lasciata da Trump e non semplice imperizia giornalistica.

Quel che è certo è che la guerra tra Trump e i media non è finita, ma per ora, al netto delle elucubrazioni su come possa concludersi il caso, i primi feriti sono dal lato dei secondi.

Guido Taietti

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