Ponte di Legno, 11 dic – Ponte di Legno è una delle mete predilette per le vacanze, sia in estate per le belle passeggiate tra i boschi, sia in inverno per le piste da sci. Turisti da tutta Italia arrivano qui per trascorrere giorni di relax. Ma a Ponte di Legno arrivano anche molti brasiliani, anche se il loro obiettivo non è una sciata ma il passaporto italiano.
Sì, perché nel solo 2018 all’ufficio anagrafe del Comune sono arrivate un’ottantina di richieste per ottenere la cittadinanza italiana e la residenza da parte di brasiliani. Sarebbero tutti figli di gente del posto emigrata nel Paese Carioca, che in nome dello “ius sanguinis” invocano il doppio passaporto.
Regista di quello che sembra stia diventando un vero e proprio boom di nuovi italiani è un’agenzia turistica che fa da intermediaria con il Brasile e propone pacchetti turistici per trascorrere una vacanza a Ponte di Legno con abbinata la richiesta di riconoscimento di cittadinanza. Non è l’unica agenzia di questo tipo presente in Italia, ma la sua attività è particolarmente intensa, ed è perfettamente legale. Con qualche migliaia di euro si torna in Brasile con un doppio passaporto, molto utile nel caso in cui ci si debba spostare negli usa per lavoro.
Una fabbrica di italiani, insomma, in piena regola e con tutte le autorizzazioni del caso. Un po’ come il caso di Val di Zoldo, comune del bellunese dove ben 1.600 brasiliani sono diventati italiani facendo figurare la residenza nella medesima abitazione. Un problema non da poco quando si tratta di votare, soprattutto ai referendum dove il quorum richiesto è sempre più alto.
L’unico requisito che la legge italiana richiede per ottenere il passaporto in caso come quello dei brasiliani è quello di avere una struttura, o un indirizzo fisico, dove risultare residenti nel periodo in cui si chiede la cittadinanza. A Ponte di Legno sta andando meglio che a Val di Zoldo, e le richieste al momento sono un’ottantina. Questo, però, ha determinato un superlavoro per gli uffici comunali, che sono stati costretti ad assumere un collaboratore ad hoc per questo tipo di pratiche. E per arginare le richieste hanno imposto tempistiche più lunghe e controlli severi, in modo da scoraggiare i brasiliani.
Anna Pedri
 
 
 

Commenta