Roma, 17 nov – Un abitato precolombiano, di età arcaica, è stato appena portato alla luce nella Repubblica Dominicana, nella penisola di Samanà.



L’abitato precolombiano ritrovato

Come riporta l’Ansa, l’abitato precolombiano è stato scoperto durante la Missione Archeologica e Antropologica della Sapienza nell’Arcipelago Caraibico. Una missione coordinata dal Dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte e spettacolo della Sapienza, e finanziata anche dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MEACI). C’è stato anche il supporto dell’Ambasciata della Repubblica Dominicana di Roma.

Per ora le informazioni di un popolamento delle isole del Centro America sono poche. Esistono alcuni dati, ma risalgono a circa 50 anni fa: essi sono stati ottenuti con poche ricerche, non sempre tenute seguendo il metodo scientifico, e non pubblicate con costanza. L’abitato precolombiano scoperto è caratterizzato da una officina utilizzata per la lavorazione delle materie prime (intese come molluschi marini, terrestri, e fauna locale), sfruttati per uso alimentare e per la produzione di strumenti. Installazioni che prevedevano dei ripari leggeri e delle aree di cenere e carboni che altro non erano se non il risultato della cottura relle risorse marine. E poi, lo strumentario: un centinaio di arnesi in pietra locale levigata, dai martelli, alle incudini alle grandi macine per triturare radici e semi.

Interessante il ritrovamento di un’ascia mariposoide, cioè a forma di farmalla, che pare venisse utilizzata nell’abbattimento degli alberi, utilizzati per fabbricare canoe. Ma la scoperta più importante riguarda 12 pestelli all’interno di un pozzetto, visibilmente usurati, e presumibilmente utilizzati per la lavorazione delle risorse primarie, dando ulteriori dettagli del tipo di economia di sussistenza vigente in quelle comunità.

“Scoperta che ci proietta alle prime comunità del Centro America”

La misura del valore di questa scoperta è direttamente proporzionale alle nostre conoscenze, pressoché inesistenti, tanto sulle pratiche di vita quotidiana quanto su quelle connesse all’economia di sussistenza e alla sfera rituale delle popolazioni che abitavano i Caraibi prima del periodo agriculturalista”, dice Francesco Genchi del Dipartimento di biologia ambientale della Sapienza.

Alfredo Coppa invece aggiunge: “I risultati ottenuti all’interno di questo nuovo sito dai caratteri arcaici ci proietta finalmente sulle tracce delle prime comunità che hanno colonizzato le isole del Centro America. Un ulteriore passo sarà realizzato dalla ricerca della necropoli, la quale consentirà di avviare analisi genetiche per far luce sulla provenienza dei gruppi che lo abitavano”.

Alberto Celletti

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