La Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178 del 2020) ha indotto il bonus per il risparmio idrico, un incentivo mirato ad agevolare gli interventi necessari a ridurre il consumo di acqua corrente in ambito domestico. Le modalità di fruizione sono state rese note ad inizio ottobre dal MITE, il Ministero per la Transizione Ecologica, che ha pubblicato il decreto attuativo recante le indicazioni per richiedere ed ottenere il bonus.



In cosa consiste l’agevolazione

Come si legge sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, il bonus consiste in un incentivo, pari ad un massimo di 1000 euro, riconosciuto ai soggetti che effettuano interventi volti a “favorire il risparmio di risorse idriche”. Nello specifico, rientrano nella disciplina agevolativa le seguenti spese:

  • fornitura e posa in opera di vasi e sanitari a scarico ridotto il cui volume di scarico è inferiore o pari a sei litri al minuti;
  • opere idrauliche e murarie necessarie alla dismissione e rimozione degli apparati preesistenti;
  • fornitura e posa in opera di rubinetti e miscelatori per il bagno e la cucina con flusso d’acqua inferiore o pari a sei litri al minuto;
  • fornitura e posa in opera di colonne e soffioni per la doccia, la cui portata non sia superiore a 9 litri al minuto, inclusi gli interventi idraulici ed edilizi necessari alla rimozione ed alla dismissione dei sistemi preesistenti.

Gli interventi di efficientamento idrico possono essere implementati “su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari”, come riporta il sito del Ministero della Transizione Ecologica. L’ammontare complessivo delle spese che possono rientrare nel bonus include anche l’IVA riportata nelle fatture d’acquisto; il bonus, inoltre, non costituisce reddito imponibile e, al momento, può essere richiesto per le spese sostenute tra il 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

Come richiedere il bonus

La procedura per richiedere il bonus idrico 2021 è molto semplice; come si legge sull’apposita sezione del sito del MITE, l’istanza va presentata online, tramite un’applicazione web denominata “Piattaforma bonus idrico”.

Possono presentare richiesta i soggetti maggiorenni che risiedono in Italia e sono proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento dell’immobile all’interno del quale vengono installati i sanitari e gli altri dispositivi che rientrano nella disciplina agevolativa. In caso di comproprietà, il bonus può essere richiesto presentando una dichiarazione con cui il proprietario o comproprietario comunica la propria intenzione di usufruire dell’agevolazione. Tale comunicazione può essere compilata direttamente sulla piattaforma, includendo anche i dati del proprietario.

Quando si compila l’istanza online, bisogna allegare una copia della fattura elettronica o del documento commerciale sul quale è riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il bonus. A tal riguardo, come specifica il MITE nella sezione FAQ del proprio portale istituzionale, ai fini della fatturazione, è possibile effettuare l’acquisto dei sanitari anche online rivolgendosi, ad esempio, a e-commerce specializzati come Inbagno.it.  La norma, infatti, considera ammissibile qualsiasi modalità di acquisto, a patto che dalla fattura sia possibile desumere le specifiche tecniche del prodotto; in tal caso, però, nel bonus non rientrano le spese di spedizione. Lo stesso dicasi per l’acquisto degli articoli di rubinetteria destinati al bagno, alla doccia o alla cucina.

Gli altri dati da inserire quando si compila la domanda online sono:

  • i dati anagrafici del beneficiario;
  • l’importo della spesa complessiva effettuata per il quale si richiede il rimborso;
  • quantità dei beni acquistati;
  • specifiche degli interventi di posa e installazione;
  • specifiche tecniche dei sistemi sostituiti;
  • identificativo catastale dell’immobile;
  • dichiarazione in cui il soggetto attesta di non aver beneficiato di altre agevolazioni per l’acquisto e l’installazione degli stessi beni;
  • coordinate del conto corrente bancario per la ricezione del bonus;
  • indicazione del titolo giuridico del richiedente ed eventuale comunicazione del comproprietario dell’immobile.

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