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Roma, 11 set – Un tempo, per mettere le mani sopra video e foto di ragazzine in età prepuberale, magari vestite con abiti succinti, era per forza necessario essere affiliati a disgustosi circoli sotterranei di pervertiti, o spendere un bel po’ di tempo sul deep web. Adesso, grazie al colosso dello streaming politicamente corretto Netflix, tali immagini saranno disponibili sui dispositivi di chiunque per una decina di euro al mese.

“Finalmente” fuori 

Sì perché finalmente, si fa per dire, Netflix ha lanciato la controversa pellicola Cuties, che narra le vicende di 4 ragazzine dodicenni e del loro sogno di diventare ballerine di twerk, la danza afroamericana ipersessualizzata che mima movenze sessuali. Già se ne era parlato per la penosa quanto ipocrita operazione di restyling della locandina avvenuta in seguito all’ondata oceanica di proteste pervenute a Netflix: la foto rappresentava le 4 pre adolescenti in pose lascive e abiti succinti, e vista la shitstorm colossale la piattaforma aveva così deciso di rimuovere la locandina incriminata. «Siamo profondamente dispiaciuti per la locandina inappropriata che abbiamo utilizzato per ‘Mignonnes’ / ‘Cuties’ – ha dichiarato un portavoce di Netflix – Non andava bene, né rappresentava questo film francese presentato in anteprima al Sundance. Abbiamo ora aggiornato le immagini e la descrizione».

La trama

Inutile cambiare la copertina se i contenuti rimangono comunque inaccettabili. E il film, ora disponibile sulla piattaforma, è lì a testimoniarlo. Ma di cosa parla? La pellicola, scritta e diretta dalla franco-senegalese Maimouna Doucouré affronta le vicende di una piccola immigrata senegalese di 11 anni che getta scompiglio nella famiglia, impostata su valori tradizionali, perché decide di unirsi a un gruppo coetanee dedite, come detto, a balli provocanti in abiti succinti. La ragazzina «prenderà confidenza con la propria femminilità» – come (sic) illustra la sinossi del film sul sito di Netflix, sinossi ripresa entusiasticamente da tutta la stampa mainstream, compresa quella italiana – ed entrerà in conflitto con una famiglia dai valori tradizionali musulmani. Notevole il cortocircuito presentato: da un lato si propugna la narrazione immigrazionista, dall’altro si pretende che gli immigrati snaturino il proprio sistema valoriale nel nome del progressismo. Netflix difende la pellicola sostenendo che, in realtà, questa presenta la tesi secondo la quale l’ipersessualizzazione dei pre adolescenti è sbagliata: peccato che lo faccia ipersessualizzando 4 12enni per tutta il tempo, raffigurandole in danze da spogliarelliste di quart’ordine, indugiando su natiche ed espressioni provocanti. Bel tentativo, Netflix.

La scena del ballo

Se non siete ancora convinti che Cuties sia puro cancro progressista, qualcosa che segna l’inizio di una china scivolosissima verso il centro della terra e oltre, prendetevi qualche minuto per visionare il video qui sotto: e ricordatevi anche che 650 bambine hanno dovuto fare un casting per il film ballando in top e mutande.

Per fortuna che ogni tanto il popolo web si riesce a mobilitare anche per qualcosa di giusto e condivisibile. È partita una petizione su change.org, con relativo hashtag #cancelnetflix; firmata già da 610mila persone. E i suoi primi effetti li ha già sortiti. La quotazione di Netflix è di 9 miliardi più bassa di ieri, e Imdb ha inserito il film nella categoria che prevede la supervisione parentale per la categoria sesso/nudo.

Cristina Gauri

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