Roma, 26 feb – Adriano Scianca, direttore de Il Primato Nazionale, ospite a Omnibus su La 7 domenica 25 febbraio scorso, per commentare il sabato ad “alta tensione” a causa delle manifestazioni antifasciste organizzate da Anpi e centri sociali in tutta Italia. “Il fascismo di cui si parla nelle piazze è un fantasma“, ha spiegato Scianca, “qualcosa che serve per meccanismi politici, estraneo al dibattito storico e serio che andrebbe fatto sul fascismo”. Nel dibattito sulla crescita della violenza politica in Italia, che per semplificazione tende a gettare tutto nello stesso calderone, il responsabile culturale di CasaPound ha fatto una distinzione tra gesti come quello di Luca Traini, “il tentato stragista di Macerata è un pazzo, con idee di estrema destra ma un singolo. Le bombe di Torino sono parte di un progetto: il singolo lo arresti, il progetto di creare una bomba con dentro dei chiodi e lanciarla ad un corteo che era indirizzato a togliere agibilità politica ad altri movimenti è qualcosa che è su un altro livello”
Alla domanda sulla legge Mancino, Adriano Scianca ha specificato che “contro CasaPound è stata sollevata zero volte, non esiste nemmeno un indagato”, ma che va contestata perché “introduce una sorta di reato d’opinione, le discriminazioni razziali o non razziali nella misura in cui sono violente vanno condannate, ma le leggi ci sono già, nessuno storico merita di vedere d’ufficio le sue conferenze vietate”. Sulla confusione tra fascismo e populismo, Adriano Scianca ha citato la biografia di Jean Marie Le Pen uscita da poco in Francia: “Il fondatore del Front National racconta di quando a sedici anni ha tentato di arruolarsi nella resistenza, il che non va di lui un bravo antifascista, ma ci racconta che l’ur-fascismo di Umberto Eco è una balla clamorosa, che il fascismo con il populismo non c’entra nulla”.
Nel finale di trasmissione il direttore de Il Primato ha risposto all’articolo di Flavia Perina su La Stampa, dove parlando delle donne di CasaPound considera il loro ruolo in qualche modo marginale: “Credo che non sia una interpretazione del tutto corretta e funzionale a raccontare il femminismo di destra degli anni ’70 che tende a raccontare con toni più rosa e libertari di quanto non fosse”. Ultimo intervento sull’abbandono da parte della sinistra dei temi un tempo più “tradizionali” come il lavoro. “Lavoro, licenziamenti, call center: chi doveva parlarne di queste cose? Quelli che ieri stavano in piazza e stavano parlando di altre cose, è la sinistra che diserta questi temi”. 

Davide Romano

3 Commenti

  1. Bravissimo Scianca.
    Intellettuale di alta levatura.
    Anche gli astanti, nemici politici ma mezze calzette dal punto di vista culturale e intellettuale,
    ribattono timidamente od annuiscono.
    Vogliano vederti di piu’ in TV!!!

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