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Roma, 5 gen – Ritorno brevemente sul monogenismo, argomento già trattato in un mio precedente scritto, per segnalare un fatto che trovo assai significativo, anzi quasi emblematico. All’entrata del palazzo di vetro dell’Onu a New York si può leggere una poesia del persiano Sa’di di Shiraz che inizia con questi versi: “Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo/ sono della stessa essenza”. Non credo sia casuale ritrovare questa limpida testimonianza della dottrina monogenista proprio nella sede centrale dell’Onu, visto che riflette alla perfezione l’ideologia che appunto anima questa organizzazione. Ma c’è anche dell’altro, sempre in relazione all’Onu.
Nella sede ginevrina dell’Onu, la sala del consiglio è dedicata a Francisco de Vitoria; la sala fu in origine costruita dalla Società delle Nazioni ed è attualmente la sala per le riunioni della Conferenza per il disarmo; al suo interno vi è una placca commemorativa che ricorda appunto de Vitoria. A New York c’è una statua sempre di Francisco de Vitoria nel giardino dell’Onu, recante l’iscrizione: “Fundador del Derecho de Gentes” (fondatore del diritto internazionale). Domanda: cosa ha a che fare un domenicano spagnolo morto nel 1546, ed esponente della prestigiosa ‘scuola di Salamanca’, con l’Onu? La risposta ovviamente non potrà che essere, per forza di cose, schematica. Di conseguenza, farò giusto riferimento a due lavori di Luca Scuccimarra, che mi sembra contengano l’essenziale e spieghino a sufficienza questo interesse per Vitoria.
Il domenicano spagnolo, riflettendo sui nuovi orizzonti aperti dalla scoperta delle Americhe, non solo rifiuta l’idea di Sepulveda che gli abitanti del Nuovo Mondo sarebbero omuncoli, cioè selvaggi non appartenenti a pieno titolo all’umanità, ma supera l’idea stessa di una mera identità naturalistica di specie che accomunerebbe tutti gli uomini, per giungere, come nota Scuccimarra nel suo I confini del mondo. Storia del cosmopolitismo dall’Antichità al Settecento, a teorizzare per primo “l’esistenza di una vera e propria communitas orbis, una sorta di repubblica del mondo intero di cui debbono essere considerati cittadini pleno iure tutti gli uomini, di qualunque religione e nazionalità essi siano”, comunità ‘globale’ da intendere quindi come “un sistema universale di diritti che trova la sua espressione privilegiata nei principi dello ius gentium”. Ecco spiegato, in estrema sintesi ovviamente, il doveroso riconoscimento dell’Onu ad uno dei suoi primi e massimi antesignani.
Ma c’è di più. Lo sottolinea sempre Scuccimarra in un altro suo testo, Proteggere l’umanità. Sovranità e diritti umani nell’epoca globale. Vitoria avrebbe pensato per la prima volta ad “un vero e proprio ius defendendi innocentes a morte iniusta”, cioè in parole povere ad un ‘dovere di proteggere’, simmetrico al diritto ad essere protetti, che ha fatto sì che “a distanza di molti secoli dalla sua elaborazione, il pensiero giuridico e politico del grande teologo spagnolo ha potuto essere autorevolmente celebrato come l’originario atto di nascita di quella concezione umanitaria dell’ordine internazionale che oggi troviamo pienamente sviluppata nella dottrina ONU della responsabilità di proteggere”. A proposito di ‘radici cristiane’…
Giovanni Damiano

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2 Commenti

  1. Siamo veramente stanchi dei maledetti burocrati di onu , unicef e altre associazioni a delinquere simili a queste che hanno come compito quello di portare scompiglio nei nostri paesi con i loro ius del cavolo….. Pensino questi emeriti stronzi alle mutilazioni genitali alle bambine o alle ragazzine date spose a 9/10 anni in un mondo tribale e deviato……vadano a farsi un giro nelle baraccopoli di brasile ,peru’ e zone limitrofe, andate a fare del bene con i vostri soldi immeritati ai bambini sui loro territorio invece di fare politica in Italia…..onu , ovvero ,dove il tipico burocrate mondialista e comunista trova il suo teatrino personale dove esibirsi….. crollasse il palazzo….

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