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Bolzano, 11 dic – Ennesima offesa all’italianità da parte della componente politicizzata della popolazione altoatesina di lingua tedesca. Succede infatti che 19 consiglieri provinciali su 35 abbiano inviato a fine novembre una lettera al primo ministro austriaco, il popolare Sebastian Kurz, e al suo alleato della destra Strache (che aveva il tema nel suo programma elettorale), per chiedere di inserire nelle trattative di governo la questione della loro doppia nazionalità.

Si tratta di 7 consiglieri di maggioranza della Südtiroler Volkspartei (Svp) e da 12 consiglieri delle opposizioni, tra cui gli indipendentisti dei Die Freiheitlichen e l’immancabile Movimento 5 Stelle. “Gli altoatesini hanno perso la loro cittadinanza austriaca con l’annessione involontaria dell’Alto Adige da parte dell’Italia. Il recupero della cittadinanza sarebbe ora un atto di riparazione”, scrivono. Non poteva mancare l’ex presidente della provincia Durnwalder, che afferma: “Noi siamo una minoranza austriaca, non c’è niente da fare”. Curioso, questo improvviso attaccamento a un’idea etnica dell’identità, a quanto pare rivendicabile solo quando c’è da remare contro l’Italia.

In realtà, grattando sotto la scorza delle solite rivendicazioni etno-nazionaliste di facciata, spuntano le consuete rivendicazioni di tipo fiscale. leader del partito: “La doppia cittadinanza sarebbe un’assicurazione. Per la nostra autonomia. Non è un passo indietro verso l’Austria, ma un passo avanti per poterci gestire su più fronti, dalle tasse, alla polizia. Da qui, vediamo purtroppo tutti i giorni come sta andando l’Italia”, spiega Andreas Leiter-Reber. Come al solito, è tutto qui, alla fine.

Giuliano Lebelli

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