Roma, 5 ago – Non passa giorno che la censura antidemocratica dei social network non mieta vittime. Tra gli ultimi casi figurano diversi gruppi musicali non conformi e identitari cancellati da YouTube – tra cui anche i Bronson con videoclip da milioni di visualizzazioni – Edda Negri Mussolini a cui è stato cancellato da Facebook un post di auguri al nonno e infine Sinistra Cazzate Libertà, la pagina ironica che prende di mira i radical chic, che in questi ultime settimane è stata oscurata da Instagram. “Si tratta di uno shadow ban, di fatto ormai da un paio di mesi siamo scomparsi dalla home di ricerca di Instagram“, spiega al Primato Nazionale Pietro Perconte, uno dei fondatori di Scl.

Censurati anche da Facebook

Una vera mazzata per una pagina che già da mesi è stata cancellata da Facebook (dove vantava oltre 130 mila mi piace) e che negli ultimi tempi era riuscita ad arrivare a quota 46 mila seguaci su Instagram. “Abbiamo notato che per alcuni giorni anche il profilo di Salvini su Instagram era stato oscurato”, precisa Perconte, “abbiamo parlato anche con lo staff del ministro dell’Interno e loro sono riusciti a risolvere, mentre a noi è rimasto l’oscuramento. E’ una cosa gravissima, di fatto è una cancellazione soft. Nell’ultima settimana hanno iniziato anche a toglierci anche i post del 2017″.

Il bavaglio a identitari e sovranisti

Sono le conseguenze dell’annuncio di Zuckerberg del marzo scorso, dove si annunciava il giro di vite contro i contenuti di “incitamento all’odio” o riferiti al “nazionalismo bianco”. Di fatto una scusa per censurare tutti i contenuti ostili al pensiero unico, visto che anche una pagina ironica come Sinistra Cazzate Libertà è finita nel tritacarne. “Ormai basta fare un meme che contiene la parola ‘migranti’ e vieni bannato immediatamente“, racconta Perconte. “In questi giorni abbiamo fatto un meme scherzoso con Salvini e il paragone tra le parole Zingaretti e ‘zingaraccia’ ed è stato immediatamente rimosso”.

Scl è presente sui social da oltre 4 anni. Nacque su Facebook per prendere in giro il ragazzo “no Expo” autore di una intervista virale in cui spiegava come fosse “giusto spaccare tutto e fare bordello”. Da allora il bersaglio preferito, come spiega Perconte, sono “i centri sociali e tutti quei rappresentanti di una sinistra senza idee e allineata al pensiero unico”.

Come rispondere alla censura?

Adesso nell’era della censura antidemocratica di Zuckerberg e compagnia è ora di pensare alle contromosse. “Abbandonare i social mai“, ribadisce fermo Perconte. “Non possiamo lasciare una piazza scoperta a chi non la pensa come noi, è giusto rappresentare comunque un argine al pensiero unico. Poi ovviamente vanno studiate delle alternative, come alcuni gruppi telegram nati da poco e che vantano già migliaia di utenti, o il social russo Vk anche se non mi fa impazzire”.

“L’unica alternativa per i gruppi sovranisti e identitari nel futuro”, conclude Perconte, “è quella di collaborare di più, di coalizzarsi, e opporsi fermamente a chi vuole tapparci la bocca. Si potrebbero ipotizzare anche operazioni ambiziose, come la creazione di un social network alternativo, ma servono molti soldi e non è facile”.

Davide Di Stefano

5 Commenti

  1. Era così divertente. Quella nata sulle sue ceneri, gestita dai sinistri, che insulta pesantemente chi non la pensa come loro (cioè chi ha più di un neurone in testa), però col cavolo che la bannano…

  2. Siamo tutti ma proprio quasi tutti su VK …..
    Da noi non esistono merde sinistronze e radical chic, ne buonisti e ne vermi rossi. Quelli minimi che ci sono vengono segnalati e bannati immediatamente

Commenta