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Ansia e sedentarietà: un circolo vizioso

by Marta Stentella
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ansia-generalizzata21Melbourne (Australia), 21 giu – Giocare ai video games, bivaccare sul divano davanti alla tv, trascorrere molte ore al pc, non sono solo comportamenti distruttivi per la nostra salute fisica ma anche e soprattutto per quella mentale.

In passato alcune ricerche avevano già evidenziato i rischi per la salute determinati dalla sedentarietà, dall’obesità ai problemi di cuore, dal diabete all’osteoporosi, e anche che gli italiani sono tra i più pigri al mondo soprattutto i più giovani, infatti solo un quindicenne su due pratica sport in modo continuativo.

Ma le patologie legate ad una vita sedentaria sono anche di origine psicologica. Infatti uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Deakin University Centre for Physical Activity and Nutrition Research (C-PAN) in Australia ha rivelato che uno stile di vita sedentario causa problemi legati all’ansia e al panico. L’ansia è un disturbo che colpisce milioni di persone in Italia e nel mondo e i numeri aumentano se vengono considerate anche patologie come fobie e panico. Le persone ansiose trascorrono il loro tempo a preoccuparsi troppo di ciò che gli accade, tendono a rimuginare e ad avere sempre un pensiero negativo. Di conseguenza, la qualità della loro esistenza quotidiana non è soddisfacente e i più tendono anche a somatizzare, sviluppando sintomi fisici come la stanchezza, il mal di testa, tensioni muscolari, problemi cardiaci e respiratori.

Dalla ricerca condotta in Australia, è emerso che il 36% degli studenti delle scuole superiori che trascorrono più di 2 ore davanti a uno schermo sono più a rischio di soffrire d’ansia rispetto a chi passa meno di due ore alla tv o al pc. La vita sedentaria non permetterebbe alle persone di “sfogare” stress e nervosismi che invece tenderebbero in questo modo ad accumularsi provocando ansia e angoscia che però vengono “mantenute” dallo stesso uso frenetico dei dispositivi tecnologici. Un vero e proprio circolo vizioso distruttivo.

I ricercatori ipotizzano che la correlazione sedentarietà/ansia sia dovuta anche al fatto che stare per molto tempo seduti abbia delle ripercussioni sul ciclo del sonno e di conseguenza sul nostro metabolismo e anche dalla teoria secondo cui un comportamento sedentario a oltranza conduce al ritiro dell’individuo dalle relazioni sociali e spesso anche affettive la cui perdita provocherebbe inevitabilmente stati ansiosi.

“Nella nostra società moderna – spiega la dalla dottoressa Megan Teychenne, coordinatrice dello studio – stiamo assistendo a un aumento dei sintomi d’ansia che sembra parallelo all’aumento dei comportamenti sedentari”. “E’ importante capire – prosegue la Teychenne – i fattori comportamentali che possono essere collegati all’ansia per essere in grado di sviluppare strategie basate sull’evidenza per la prevenzione e gestione di questa malattia”. E’ la stessa Teychenne, però, ad avvertire: non è ancora chiaro se è la sedentarietà ad aumentare l’ansia o se è quest’ultima a spingere a comportamenti sedentari. Di sicuro, in attesa di ulteriori ricerche di approfondimento, sarebbe opportuno aumentare l’attività fisica, tornare a vivere e a divertirsi all’aperto per ottenere giovamenti non solo per il corpo ma anche per la mente.

Marta Stentella

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