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foto3Rimini, 22 giu – La Procura di Rimini ha aperto un indagine sugli attivisti del ‘Laboratorio Sociale Paz‘, sigla legata all’arcipelago dei movimenti antagonisti di estrema sinistra, accusati di violenza privata ed estorsione ai danni dei numerosi immigrati ospitati in una palazzina occupata chiamata ‘Casa Madiba‘ (soprannome di Nelson Mandela) ai quali venivano richiesti abusivamente 400 euro mensili di affitto. In caso di impossibilità a pagare gli immigrati erano costretti, secondo quanto al vaglio della Procura, a lavorare gratis per ripagare gli attivisti del centro sociale.



L’indagine nasce dalla denuncia di un ex-militante del ‘Laboratorio Sociale Paz’ e sta generando molto scalpore. A sostegno degli indagati si sono subito schierati i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista e SEL.

Non si tratterebbe però del primo caso di sfruttamento degli immigrati messo in atto dai militanti dei centri sociali. Nel 2009 i responsabili dell’occupazione della ‘Ex-scuola 8 Marzo furono arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione ai danni degli occupanti, anche in questo caso tutti immigrati, che venivano regolarmente minacciati e picchiati se non pagavano il ‘pizzo’ per la loro permanenza nello stabile. Stesso scenario anche nel marzo 2014 con oltre 40 arresti, tra i quali alcuni leader dell’estrema sinistra romana, in seguito allo sgombero dell’occupazione ‘Angelo Mai‘ accusati di associazione a delinquere finalizzata all’occupazione di edifici, estorsione, violenza privata e possesso di stupefacenti.

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