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siaeRoma, 7 giu – Arriva una bordata non da poco a far traballare l’incontrastato e controverso impero della Siae. L’Antitrust ha infatti inviato al Parlamento un parere quanto mai eloquente: il monopolio sui diritti d’autore deve finire. Riferendo sull’attuazione della direttiva europea del 2014 sulla gestione collettiva dei diritti d’autore nel mercato interno, l’Antitrust sottolinea che “il nucleo della direttiva è costituito dalla libertà di scelta. In virtù di questo principio, è riconosciuto ai titolari dei diritti la facoltà di individuare un organismo di gestione collettiva ‘indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti'”.



Quindi “il valore e la ratio dell’impianto normativo europeo – spiega l’Autorità – risultano gravemente compromessi dalla presenza, all’interno dell’ordinamento nazionale, della disposizione contenuta nella legge sul diritto d’autore, ormai isolata nel panorama degli ordinamenti degli Stati membri, che attribuisce a un solo soggetto (Siae) la riserva dell’attività di intermediazione dei diritti d’autore”. L’Antitrust “ritiene che, in un contesto economico caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici, la mancata apertura del mercato nazionale della gestione dei diritti d’autore limita la libertà d’iniziativa economica degli operatori e la libertà di scelta degli utilizzatori”.

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Per l’authority, quindi, “il mantenimento del monopolio legale appare in contrasto con l’obiettivo di rendere effettiva la libertà dei titolari del diritto di effettuare una scelta tra una pluralità di operatori in grado di competere con l’incumbent senza discriminazioni”.

Giuliano Lebelli

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