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Torino, 12 lug – Procediamo con l’analisi iniziata qualche giorno addietro dei pc uso scrivania (qui la precedente puntata) e mettiamo sotto la lente d’ingrandimento il “bellone” del mercato: Apple Macintosh, per gli amici Mac. La biografia ufficiale narra di un Steve Jobs, padre della mela rosicchiata, avente una attenzione per la perfezione dei dettagli e per i criteri di usabilità semplice quasi maniacale; se osserviamo i prodotti dell’azienda da lui creata possiamo dipanarci qualsiasi dubbio sulla veridicità di quanto sopra ricordato in quanto i Mac sono curatissimi dal lato sistema operativo, i vari elementi sono sempre perfettamente accordati fra di loro e si trovano quasi sempre al posto giusto nel momento giusto. Inoltre presentano uno stile decisamente accattivante e l’immagine del marchio è di oggetti tecnologici per figaccioni all’ultima moda, fattori questi che ne determinano il successo commerciale.



Tecnicamente bisogna notare che la sua vera forza è il sistema operativo perché l’hardware contenuto non è niente di speciale (su alcuni componenti è addirittura non obsoleto ma vecchiotto) ed è anche assemblato in maniera economica, se non fosse per il design della scatola ed il marchio appiccicato rientrerebbe nei pc di fascia medio – bassa. Dicevamo del sistema operativo: MacOS è uno Unix like esattamente come Linux con tutti i relativi vantaggi rispetto a Windows di sicurezza ed affidabilità (condivide con Linux anche molti pezzi importanti come il sistema di gestione delle stampe) e sfrutta al 100% l’hardware specifico a cui è dedicato tanto da dare l’impressione di trovarsi con un super computer, possibilità preclusa a Windows perché si rivolge ad una platea troppo indistinta. Altro difetto è che MacOS vi obbliga, anche per installare un programma, a transitare esclusivamente dai servizi di Apple e tende sovente a trasformarsi in una macchinetta mangiasoldi; a riprova di questo basti pensare che la maggior parte dei proventi Macintosh sono generati dai servizi, non dalla vendita dell’hardware, e che statisticamente l’utente Apple è un utente che genera molti più utili per i produttori di app perché è un utente avvezzo a pagare continui oboli.

Black Brain

Pregi:

  • stabilità del sistema (non perderete il lavoro per qualche inspiegabile crash) e sicurezza da virus et similia.
  • grafica, estetica ed usabilità.
  • immagine (di moda)
  • disponibilità di software sia semplice sia di livello medio

Difetti :

  • hardware di fascia medio – bassa
  • prezzo eccessivo per l’hardware fornito
  • sistema chiuso personalizzabile solo in aspetti estremamente marginali che sovente vuole trasformarsi in una slot machine succhiasoldi.                                                                                                                     Cristiano Bergoglio
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