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Roma, 31 lug – Qualcuno avvisi Saviano: da questo momento non è più solo. Il suo appello all’insorgenza contro Salvini non è caduto nel vuoto, visto che adesso dal suo attico di New York potrà indignarsi rimuginando sulla svolta razzista dell’Italia sorseggiando un ottimo prosecco Astoria. L’azienda vinicola veneta che finora era “presente nella ristorazione più esclusiva, nelle enoteche e wine bar”, ha deciso di passare all’azione acquistando un paginone sul Corriere della Sera dove si definisce “intollerante verso l’intolleranza“. Il tutto corredato dalla foto di una ragazza africana con rossetto tricolore e un appello finale: “La violenza delle parole e dei fatti non è più tollerabile. Non rappresenta né l’Italia né gli italiani. Ora basta! Il rispetto della persona prescinde colore, genere e religione”.
Ogni riferimento al lancio di uova che ha coinvolto Daisy Osakue è puramente voluto e il tempismo dell’azienda vinicola è legato anche a ragioni di posizionamento commerciale. Nella sua comunicazione Astoria ha sempre ammiccato all’area progressista puntando in particolare ad un approccio gay friendly, come testimoniano le grafiche arcobaleno dell’azienda e la sponsorizzazione ad eventi come il Gay Pride di Treviso del 2016. Proprio quella sponsorizzazione costò ad Astoria una lettera “minatoria” (in realtà uno scritto abbastanza incomprensibile dove a finire sotto accusa fu la firma “i normali”), che però permise ai proprietari Paolo e Giorgio Polegato di incassare la solidarietà (e la pubblicità) della sinistra veneta a cominciare dal Pd.
(Il video della festa in barca nella Laguna di Venezia organizzata da Astoria)

I fini del gruppo vinicolo veneto sembrano più commerciali che ideali, sospetto corroborato dai progetti antirazzisti in difesa dell’ex ministro Kyenge o da iniziative discusse come la commercializzazione di un prosecco “halal”, in linea con i precetti dell’Islam e dunque privo di contenuto alcolico. E così tra una linea luxury buona per Capalbio e un aperitivo in barca a Venezia, Astoria non perde tempo per catechizzarci contro la deriva razzista dell’Italia e attaccare Salvini acquistando pagine sul quotidiano pro establishment per eccellenza. Cosa che sicuramente risveglierà le coscienze e farà perdere una valanga di voti al segretario leghista. #certocerto.
Davide Di Stefano

4 Commenti

  1. L’ho assaggiato ad una cena la settimana scorsa, sull’etichetta c’è scritto EXTRA DRY ma il liquido giallastro all’interno della bottiglia è disgustosamente DOLCIASTRO. Ora che so che è prodotto da dei compagni non mi sembra una cosa “strana” e nemmeno un truffa, che vendano per “secco” un vino dolciastro, il fatto è che i compagni ASTORIA come tutti i compagni, sono ignoranti e conformisti, scrivere qualcosa in inglese “fa figo” così, probabilmente, hanno ricopiato la scritta che hanno letto su qualche altra bottiglia di vino, ma senza capirne il significato, avrebbero anche potuto scrivere “unleaded” o “no vacancy”
    Comunque è strano che in Val Dobbiadene riescano a fare del Prosecco fetente, ma i compagni riescono a fare schifo anche dove gl’altri falliscono.

  2. non vorrei sbagliarmi…prosecco sui 5 euro alla boccia al supernercato: tre volte su tre (acquistato in tre differenti occasioni) “aromatizzato” all’infame sapore di sughero.
    tenetevelo.
    a proposito,non deve essere male con la FRITTATA,sempre che le uova non siano finite…

  3. ” Ma quale intolleranza?!? Abbiamo tollerato OGNI cosa derivante dal caos che questa immigrazione senza controllo ci ha regalato, ogni legge calpestata, ogni atto di delinquenza, di violenza, ogni euro che abbiamo sborsato “all’accoglienza”, ogni comportamento di maleducazione, ogni pugno e aggressione che le nostre forze dell’ordine hanno subito in silenzio, ogni sputo sulla nostra terra e su quello che gli è stato generosamente donato e nonostante tutto tolleriamo ancora e adesso devo anche sorbirmi la morale del solito ben pensante che manco sa come vive la gente normale? Ma basta lo dico io! ”
    fermo restando che solo un omino piccolissimo potrebbe lanciare alcunchè ad una donna (come le uova che i “compagni” tiravano alle signore in pelliccia qualche decennio fa…) credo che queste pubblicità in stile Toscani sortiscano l’effetto opposto nelle persone di buon senso,le quali sanno benissimo parametrare i fatti concreti con il mondo buonista così come “disegnato” nel mondo dei sogni di qualcuno: il commento soprariportato da un giornale locale ha incassato qualche centinaio di likes…

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