Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 17 apr – Per l’Atac – sempre più a rischio bancarotta – è scattato il conto alla rovescia. Infatti l’azienda capitolina dei trasporti pubblici in procedura di concordato preventivo presso il Tribunale Fallimentare di Roma ha 60 giorni per trovare i soldi per mantenere l’iscrizione al Ren, il registro elettronico nazionale per gli operatori della mobilità. Insomma, per non perdere la concessione.
La situazione è davvero grave. Anche perché i numeri della crisi dell’azienda fanno spavento. Stiamo parlando di 1,38 miliardi di euro di debito accumulato; di 79 milioni il passivo del bilancio; di 325 milioni di debiti con i fornitori. Come se non bastasse, poi, ci sono gli stipendi d’oro dei consulenti Atac che, per stessa ammissione della giunta Raggi, arrivano a quasi 12 milioni di euro (e questi super esperti super pagati non hanno trovato una soluzione alla crisi).
In uno scenario simile arriva la comunicazione del ministro delle Infrastrutture e Trasporti: Atac ha sessanta giorni di tempo per fornire tutti gli atti e i documenti in regola necessari per mantenere la concessione. Pena la revoca dell’autorizzazione all’esercizio del servizio del trasporto pubblico locale. In poche parole, Roma finirebbe nel caos più totale, che un qualsiasi sciopero dei mezzi del venerdì sarebbe una passeggiata, al confronto.
L’azienda per la mobilità romana non riesce ad iscriversi al Ren perché non ha “l’idoneità finanziaria certificata dall’istituto di credito o dalla compagnia assicuratrice su richiesta dell’interessato”. Ossia, non ha i soldi per coprire l’assicurazione.
Dal canto suo, la società di via Prenestina ci tiene a far presente che “non è avvenuta alcuna revoca. L’Ufficio della motorizzazione Civile ha soltanto riconosciuto ad Atac un termine di 60 giorni entro cui presentare memorie o documenti per riscontrare la propria idoneità finanziaria all’esercizio del trasporto pubblico. Si tratta di un adempimento previsto dalla legge al quale l’azienda sta ottemperando, d’intesa con Roma Capitale”.
Ma già ieri le opposizioni in Comune hanno attaccato la Raggi e la giunta pentastellata, chiedendo di riferire in aula su quanto sta accadendo e che si anticipi a giovedì 19 aprile “la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina su Atac”.
Certo è che la procedura fallimentare in atto non aiuta. Atac ha due mesi di tempo per trovare una fideiussione da 12 milioni di euro (che allo stato attuale nessuna banca sarebbe disposta a concedere) a garanzia dei conti aziendali.
Il termine ultimo è previsto dunque per il 30 maggio. Ma probabilmente già il 28 si conoscerà l’esito del concordato.
Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta