Firenze, 7 mag – Atena, nella Tradizione europea, è la custode del limite: nel proteggere la città, ci rammenta il senso del confine. Essendo la Dea della Sapienza, ci invita anche a meditare sulla finitezza dell’uomo, rimarcando ciò che lo identifica e – di conseguenza – lo differenzia: perché esistere, a dispetto di quanto affermino i paladini del livellamento globale, è distinguere il Sé dall’Altro, evidenziando un dentro e un fuori. È questo il tema dell’ultima novità firmata Institut Iliade, vergata dall’ottima penna di Thibault Mercier e pubblicata da Passaggio al Bosco Edizioni: un saggio potente, che si scaglia contro i miti egualitari del pensiero globalista e politicamente corretto.

Cosa ci insegna Atena, custode del limite

Senza sosta, nel mainstream, sentiamo parlare di “sessismo”, “razzismo”, “omofobia” e “transfobia”: queste accuse – spesso avanzate per escludere arbitrariamente le voci dissonanti – minacciano chi si limita ad osservare l’ovvietà della differenza. Per i cantori del pensiero unico – infatti – è necessario riconfigurare la realtà: sopprimere i sessi, negare le identità, superare le alterità e imporre l’ibridazione globale funzionale alla dissoluzione delle comunità, dei popoli e delle tradizioni. Questo meccanismo, subdolamente veicolato in nome della “inclusione”, decostruisce le specificità e le coscienze, aprendo le porte ad un individuo fluido, astratto ed intercambiabile che – sottomesso al mercato – condivida le stesse leggi, gli stessi gusti, la stessa morale e lo stesso linguaggio in ogni angolo del globo.

Questo libro, oltre che culturalmente, affronta i cortocircuiti dell’egualitarismo forzato in termini di Legge e di Giustizia: una disanima di grande interesse, che affronta i sistemi legislativi e compie una ricognizione nelle pieghe di un Diritto sempre più permeato dalle logiche della “società aperta”: leggi speciali, repressione del dissenso, reati d’opinione e molto altro. Non solo, il saggio compie una panoramica eccellente sulle tendenze culturali di questo tempo: dalla negazione del collettivo alla fabbrica dell’individuo, passando per la morte della città, per il superamento dei popoli, per le derive multiculturali, per il dominio della quantità, per la post-umanità, per la perdita del sacro e del tragico, per l’egemonia dell’homo oeconomicus e per la cancellazione delle identità.

Possiamo davvero illuderci di ignorare o cancellare ciò che ci distingue? La risposta è in queste pagine. Dinanzi al più feroce attacco culturale e antropologico della storia – dunque – è necessario ridefinire i contorni di un Diritto, ribadendo l’assoluta ineluttabilità di un Dovere: preservare le identità dei popoli radicati.

La tua mail per essere sempre aggiornato

9 Commenti

  1. Bene i libri, anzi a mio avviso dovreste implementare e di parecchio le recensioni.
    Ma oggi… quello che è accaduto a Rieti è ben più di un libro, a cominciare da Fiano che davanti ad “un boia chi molla” ha affermato che “Putin arriverà a denazificarci” sino allo smarcamento democratico di FdI: è il vero bigino enciclopedico degli italioti emersi. Comprendo bene che prima di illustrare l’ accaduto…, bisogna finire di sorridere amaramente… Ma quanti siamo rimasti a cercare di saper leggere la realtà? Stando ad analizzare Goodreads, possiamo ormai contarci. Infatti, gli altri lettori sono evasi costretti a vita… e come biasimarli?!

  2. Che difende tutti quei valori
    Italiani, tipo la famiglia
    Uno come me che non se la tira
    Che rispetti come chi ha la divisa
    Anche se l’Italia l’ha un po’ divisa
    Attenzione, guarda, eccolo, arriva
    Evviva!

    In giro che succede? Vi faccio vedere come si fa
    Santa immaginazione, ho perso le chiavi della città
    Magiche le elezioni, a fare promesse siamo i campioni
    Passo l’inverno a tenervi buoni
    Cerco l’estate quaggiù in città

    E allora sì, propaganda, propaganda
    Non c’è più niente che mi manca
    E allora sì, propaganda, propaganda
    La risposta ad ogni tua domanda

    Sono passati degli anni e tutto è ancora uguale a prima
    Sono sempre senza lavoro e sempre con meno autostima
    Accendo la tele, un politico parla, sembra interessante, ascoltiamolo un po’
    Fa mille promesse, la gente lo guarda, sicuro alle prossime lo voterò

    E allora sì, propaganda, propaganda
    Non c’è più niente che mi manca
    E allora sì, propaganda, propaganda
    La risposta ad ogni tua domanda
    Ma che occhi grandi che ho (Oh oh)
    Che bella felpa che ho (Oh oh)
    Che bel sorriso che ho (Oh oh)
    Non mi puoi dire di no (Oh oh)
    E allora sì, propaganda, propaganda
    Non c’è più niente che mi manca
    E allora sì, propaganda, propaganda
    La risposta ad ogni tua domanda
    Lyrics powered by LyricFind

    Copia testo
    Mi piace
    Segnala testo errato
    Correggi

Commenta