Roma, 7 mag – Chiunque ami lo sport e la passione trasmessa dalla MotoGp e sia rimasto infervorato in passato dalla maestria dei piloti e delle scuderie italiane, su tutti Valentino Rossi e la Ducati, ha certamente dovuto confrontarsi con l’arrivo e l’ascesa di Marc Marquez, pilota spagnolo della Honda che ha da subito mostrato il proprio talento sfoderando sorpassi impossibili. Una guida aggressiva e spesso superiore anche ai limiti del regolamento, che gli ha però concesso in breve tempo di conquistare dei titoli mondiali e delle importanti vittorie. È impossibile negare che la superiorità mostrata in pista, di pari passo alle difficoltà della Ducati e gli ultimi complessi anni da pilota di Valentino Rossi abbiano portato a detestare sportivamente questo giovane campione sopra le righe, poco umile e irriverente dinanzi ai tanti volti del Paddock con maggiore esperienza di lui.

Marc Marquez, la tigre ferita non si è ancora arresa

Tuttavia, il calvario iniziato qualche anno fa con la brutta caduta sul circuito di Jerez ha restituito al mondo degli appassionati di MotoGp l’immagine di un ragazzo differente dal solito, obbligato a subire numerose operazioni chirurgiche (spesso sbagliate), un dolore fisico alla spalla insostenibile per chi curva una moto ad alta velocità sfiorando l’asfalto e l’arrivo di una pericolosa diplopia che suonerebbe come una sentenza definitiva sulla carriera per qualsiasi sportivo. Marquez non ha però mai mollato, continuando ad allenarsi e riprovando a mettersi in sella nonostante un destino irrisorio e spietato abbattutosi sulla sua promettente carriera da pilota. In pista lo si vede ancora lontano dalla forma migliore, attento a non forzare eccessivamente la propria spalla malandata, spesso costretto a nuovi stop imposti dalla scuderia ed i suoi medici. È proprio questo che ha portato a comprendere la natura diversa di Marquez, capace di sostenere difficoltà quasi ingestibili e non arrendersi dinanzi a un futuro che sembra per lui già scritto.

Chi l’ha disprezzato e avversato sportivamente oggi deve ricredersi e portargli necessariamente rispetto, oltre che provare per lui affetto, stima e umana compassione. Per un pilota lo stile di vita e la follia di esso sono al pari di una dipendenza, che comporta il coraggio e la necessità di spingersi oltre e osare in quelle curve dove i comuni mortali hanno paura soltanto a porre lo sguardo. Anche in ragione di ciò, non resta che spronare la “tigre” a non mollare neanche questa volta e regalarci ancora la propria determinazione e il suo talento sulle piste di tutto il mondo. Non è dato sapere se riuscirà mai a tornare quello di un tempo, ma la Ducati e i pur eccelsi piloti italiani sono avvisati: Marc Marquez non ha alcuna intenzione di arrendersi al destino, piuttosto proverà ancora a sconfiggerlo.

Tommaso Alessandro De Filippo

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6 Commenti

  1. Non sono d’accordo, lui è sicuramente un fantastico pilota, uno di quelli cha ha il giusto livello di follia per portare al massimo quelle incredibili macchine. Tuttavia non è uno sportivo, non so se lo è mai stato. è scorretto e anche quando non era lui il protagonista, ha fatto di tutto per esserlo rovinando il mondiale a tutti gli altri, piloti e tifosi. Non è un criminale, quindi in bocca al lupo all’essere umano per una guarigione completa, ma spero non sia più in grado di di fare il pilota a quei livelli.

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