La Spezia, 29 set – “Più forti del Fuoco“, “Al fianco dell’Olandese Volante“: sono questi i testi che hanno campeggiato sugli striscioni in testa al corteo che è andato in scena domenica 27 settembre, per le strade del quartiere La Chiappa, nella città della Spezia. L’iniziativa, lanciata proprio dai militanti della sezione di CasaPound nella città ligure, ha visto la sentita partecipazione di cittadini, realtà associative spezzine oltre che il supporto di sezioni di città limitrofe.
Una famiglia, una comunità
“Se chi ha scelto di dare fuoco alla nostra sede, agendo vigliaccamente nel cuore della notte e sapendo della nostra assenza, pensava che ci avrebbe messo paura, si sbaglia di grosso.” – hanno esordito negli interventi al megafono – “L’Olandese Volante non è solo una sezione politica, ma un centro aggregativo per giovani perfettamente integrato nel quartiere in cui si trova, e in cui tanti ragazzi e ragazze hanno trovato la loro casa. Non siamo qui a chiedere giustizia, non ci interessa: l’unica cosa che pretendiamo venga fuori, è la verità. L’Olandese Volante è fatto di carne e ossa, e chi lo rappresenta oggi è qui in piazza con noi: questa è la nostra comunità, una grande famiglia“.
Le responsabilità dell’amministrazione
Il consiglio comunale della città, tre giorni dopo il rogo del locale, si è trovato a votare una mozione sull’urgenza di discutere dei fatti accaduti. L’emendamento, promosso dal consigliere di minoranza Fabio Cenerini, ha visto il voto contrario non solo del centrosinistra, che ha addotto a inesistenti cortocircuiti come causa dell’incendio, ma anche e soprattutto della giunta di centrodestra capeggiata dal sindaco Pierluigi Peracchini. Il sindaco in questione aveva peraltro aderito, il 17 maggio 2025, alla contromanifestazione antifascista promossa dai centri sociali in risposta al grande corteo per la Remigrazione svoltosi nel capoluogo spezzino lo stesso giorno, con tanto di fascia tricolore.
In merito a questo i militanti di CPI non hanno dubbi: “Chi, in consiglio comunale, ha scelto di non discutere neanche di un fatto senza precedenti nella nostra città, che avrebbe potuto causare un danno irreparabile e anche costare la vita alle famiglie che vivono nel palazzo, è non ha interesse per ciò che accade in questa città. A questa gente non interessa la sicurezza dei propri cittadini, ma solo spartirsi la visibilità e tagliare qualche nastro all’inaugurazione dei parchi“.
Le minacce
Al voto contrario del consiglio comunale, è seguita una protesta da parte dei militanti e dei residenti della Chiappa, presenti per assistere alla seduta. La risposta dei politici e dell’amministrazione locali, è stata una minaccia di querela ai danni delle vittime dell’incendio. A questo riguardo, è proseguito l’intervento: “I mandanti morali degli utili idioti antifascisti sono lì nelle istituzioni che governano la nostra città. Siamo sicuri che, chi ha dato fuoco alla nostra sede, fosse a fianco del sindaco il 17 maggio. A furia di cantare che le “sedi dei fascisti si chiudono col fuoco”, qualcuno che ti dà ascolto prima o poi lo trovi. Bene, con questa gente che scende in piazza con chi incita all’ammazzare le persone per le proprie idee, noi non abbiamo nulla a che spartire“.
Il corteo
Il comizio, terminato con un lungo e appassionato applauso da parte dei partecipanti, è stato poi seguito da un lungo corteo che ha attraversato tutta quanta Via Monfalcone. Lungo il tragitto sono stati intonati cori inneggianti al pub, tra gli occhi interessati dei residenti. Giunti all’angolo con Via Genova, strada in cui si trova l’Olandese Volante, il corteo si è fermato per ribadire le motivazioni dell’iniziativa: “Sono trascorse due settimane dall’attentato e i giornalisti stanno cercando di spegnere l’interesse su quanto accaduto. Noi siamo qui a tenerlo vivo. Olandese Volante per mille anni!”
Il corteo, passato sotto gli occhi dei vicini di casa del pub spezzino, è stato anche accolto dagli applausi di numerosi residenti, a conferma del fatto che CasaPound alla Spezia è una realtà che convive in maniera armonica con il proprio quartiere. La Chiappa è, tra l’altro, una zona multietnica, in cui i militanti hanno scelto di aprire un baluardo di italianità. Il pomeriggio si è concluso con un aperitivo in strada, di fronte al civico 288 in cui si trova il locale, posto sotto sigilli, per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione. Il pub, al cui ingresso è situato un pannello – su cui campeggia la scritta “Più forti del fuoco!” -, non ha attualmente una data fissata per la riapertura, ma i militanti hanno ribadito una promessa: “torneremo nel più breve tempo possibile. Siamo più uniti e motivati di prima. Mai un passo indietro.”
Patrizio Podestà