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Torino, 1 ago – Oggigiorno le vetture prodotte all’interno del medesimo gruppo automobilistico si possono tranquillamente definire cugine perché condividono molti elementi a partire dalle piattaforme telaistiche a finire con la componentistica più visibile quale i vari elementi di comando; in questo specifico caso possiamo proprio parlare di sorelle dato che i due modelli oggetto di prova sono assemblati nello stesso stabilimento di Melfi (PZ) ed il lancio commerciale è stato pressoché contemporaneo. Sorelle ma non gemelle, si rivolgono a due tipologie di cliente diverse: la 500X è più “di moda”, quasi una cittadina, mentre la Renegade strizza l’occhio a chi ama lo stile Jeep più classico e sogna il Nevada.

Il differente disegno della carrozzeria determina anche una differente fruibilità e comodità fra i due modelli che risulta identica, anche come posizione di guida tipicamente da suv, per i posti anteriori ma che inizia a variare dai posti posteriori (la Renegade offre un accesso più agevole per le persone più alte) per culminare a livello di bagagliaio ove il vano della Renegade risulta utilizzabile a tutta altezza (occupando lo spazio vetrato oltre la linea di cintura), possibilità preclusa alla 500X dato l’andamento del lunotto fortemente spiovente. In generale comunque i passeggeri, una volta a bordo, possono contare sulla medesima abbondanza di spazio con un’ottima ripartizione e sedute molto valide.

Per quanto riguarda il livello qualitativo e delle finiture il dna comune torna a farsi sentire e la valutazione è uguale per entrambi i modelli; all’esterno si notano assemblaggi accurati, omogeneità fra i vari componenti ed una verniciatura impeccabile, che se non è la migliore della categoria (suv del segmento B) è la prima pari merito con quella di qualche concorrente in una ipotetica graduatoria. Una differenza tra le due si può scovare nelle guarnizioni giroporta perché la Renegade presenta una soluzione tecnologicamente più raffinata (doppia guarnizione con quella più esterna dal labbro ampio) di quella della 500X (doppia guarnizione con quella più esterna di dimensioni minime e quella più interna cilindrica a grande diametro e spessore), ma che all’atto pratico offrono gli stessi risultati.

Scorrendo nell’analisi all’interno vettura si denotano per l’abitacolo finiture, assemblaggi e materiali di altissima qualità, persino un pelo superiori a certe concorrenti tedesche più blasonate rispetto alle quali è da evidenziare però una mancata linearità: detto della zona passeggeri, si scorre verso il bagagliaio (con soglia di carico a filo del pianale se si acquista il cargo box dagli optionals) ove la qualità è di pari livello per le parti in vista ed invece economica per quanto nascosto (finitura del vano ruota di scorta, ad esempio) fino a giungere al vano motore dove invece si trovano solo soluzioni molto povere; quindi se appartenete a quella piccola nicchia di appassionati della meccanica al primo controllo dei livelli proverete un senso di delusione, in tutti gli altri casi (la ampia maggioranza dei clienti) rimarrà solo la soddisfazione.

Nell’utilizzo si nota il volante con comandi pratici ed intuitivi nonché il climatizzatore (automatico nei modelli provati) con una grande portata d’aria, velocità nel raggiungere la temperatura desiderata ed una rapidità di reazione del software di gestione al mutare delle condizioni tali da garantire sempre un ambiente interno molto confortevole; in questo frangente la 500X e la Renegade non temono alcun confronto con la concorrenza, anzi. Detto quanto di comune fra le due, evidenziamo le differenze: come per il bagagliaio la Renegade risulta più confortevole della 500X perché alcuni comandi secondari (riscaldamento dei sedili anteriori e del volante) sono più raggiungibili anche se, aspetto comune, sono posizionati ed ordinati in maniera poco logica così come le leve volante per luci/tergicristalli, è come se in fase progettuale l’attenzione prestata per il gruppo volante fosse poi venuta a mancare creando una distonia. Interessante è anche l’ubicazione dello schermo del navigatore/impianto audio: nella 500X si trova in cima alla plancia sopra le bocchette centrali della ventilazione, posto con grande visibilità ma scomodo (bisogna staccare la schiena dal sedile per manovrare il touch screen, obbliga il braccio ad essere investito dal flusso d’aria che se è freddo per la stagione estiva sollecita il tunnel carpale), mentre nella Renegade si trova a centro plancia sotto le bocchette (senza quindi i difetti sopra citati ma un pelo meno visibile). Di rimando la Renegade ha nel quadro strumenti uno spettacolare schermo LCD a colori da ben 7 pollici (riporta anche le indicazioni del navigatore) che è superlativo in generale per la categoria, ma soprattutto se messo in confronto a quello della 500X che risulta essere striminzito perché compresso da un quadro strumenti più orientato allo stile che alla praticità.

ll navigatore/stereo, a parte il posizionamento, su entrambe le vetture è il medesimo componente, è intuitivo, molto rapido nell’eseguire gli ordini impartiti (anche mediante i comandi vocali) e nel fornire le indicazioni, in poche parole con un bel corredo software; unico neo lo schermo da 6,5 pollici, avremmo desiderato qualcosa di più ampio e questo stona di più sulla Renegade che, come precedentemente evidenziato, presenta nel quadro strumenti uno schermo invece da ben 7 pollici. Sul fronte audio l’impianto “suona bene” : pulito, nitido, ben presente e di spessore. Altra differenza a sostegno della tesi di maggior comodità per la Renegade sono i sensori di parcheggio anteriori che sulla 500X non sono disponibili neanche attingendo all’elenco optionals, mancanza senza spiegazione. Per terminare questo capitolo si può accennare ai comandi dei vetri elettrici che sono, a nostro parere, un pelo lenti nell’attivare l’automatismo di discesa e salita, li avremmo preferiti più reattivi ma è questione di gusti. La premessa per la valutazione del comportamento su strada è che la Renegade provata era nell’allestimento più votato all’uso fuori strada (non disponibile per la 500X), normalmente la meccanica fra i due modelli è identica anche a livello di sospensioni ed offre le stesse caratteristiche.

Partiamo quindi dalla Renegade: il miglioramento per il fuori strada ha come rovescio della medaglia il peggioramento su asfalto, sensibile su autostrade e tangenziali, ovvero una imprecisione e minore stabilità nella percorrenza delle curve veloci; quindi vi consigliamo di prenderla in considerazione solo se abitate in qualche cascina isolata con relativo guado di fiume per potervi arrivare, dispiace che il motore turbodiesel da 170 cavalli per la Renegade sia disponibile solo in questo allestimento. Con la 500X abbiamo potuto provare le sospensioni standard e qui nulla da dire come suv, c’è stabilità, precisione, etc. ; ricordate sempre che è un suv, non potete pensare di entrare in pista come con un coupè o berlina sportiva, ma è perfettamente in linea con la concorrenza. I propulsori da 170 e 140 cavalli differiscono solo nei valori massimi, per il resto sono due ottimi turbodiesel con ampio arco di coppia, molto gradevoli, ben accoppiati con il pregevole cambio automatico ZF a convertitore di coppia a 9 rapporti (il meglio oggi disponibile anche in categorie superiori) e parchi nei consumi. La 500X e la Renegade con sospensioni standard sono due riferimenti fra i suv del segmento B da battere per il comportamento dinamico.

La considerazione finale è che in casa Fiat hanno realizzato due validi prodotti con un rapporto qualità prezzo quasi da primato, dovrebbero solo perdere qualche timore reverenziale soprattutto nei confronti della concorrenza tedesca (comunemente reputata premium) ed osare un poco di più offrendo tra gli optionals alcuni elementi di cui si sente la mancanza, non fosse altro che per vezzo e lustro, come sospensioni a controllo elettronico, portellone bagagliaio automatico, vetri elettrici automatici in salita (non solo in discesa) anche per i posti posteriori e poco altro.

Cristiano Bergoglio

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