Roma, 3 gen – La scuola sta subendo un attacco ai limiti del criminale, e lo sta patendo da quasi due anni. Non c’è traccia di redenzione, in questa strada del peccato, dell’umiliazione e della distruzione delle future generazioni. Uno, due, tre positivi. Praticamente una condanna a morte prima ancora di iniziare. Ma in compenso si finge bene di discuterne.

Generazioni di studenti distrutte, il dramma della scuola

In questa stramba e drammatica condizione, sulla scuola il governo sembra recitare la parte del poliziotto buono, come rende noto l’Ansa. Enti locali di vario genere sono i poliziotti cattivi, anzi gli sbirri, le guardie di non si sa bene cosa, per dare addosso a centinaia di migliaia di ragazzi innocenti. Ragazzi già vittime da decenni di una scuola approssimativa e in crisi verticale, ma che ora si trovano a sperimentare una sottospecie di soppressione.

Non è solo in gioco la formazione culturale degli studenti. Lo sono anche la vita sociale, la spensieratezza, il dolore della gioventù, le prime esperienze di vita. In estrema sintesi l’essere nella realtà, che vive i suoi primi riscontri proprio nel contesto della scuola, intesa come formazione ma anche quale incontro. Gli studenti vittime di questa tristissima storia subiranno traumi incalcolabili.

Sia ben chiaro: la stragrande maggioranza di loro non sarebbe mai stata esattamente “dotta” o dalla preparazione media sconvolgente, e questo lo sappiamo perché purtroppo negli ultimi anni abbiamo avuto modo di notare il calo qualitativo evidente degli studenti iscritti alle università. Ma è evidente quanto in questa situazione si sia andati molto oltre: passare da una scuola mediocre a una scuola pressoché inesistente. Che è comunque una differenza notevole.

Il futuro trattato come uno straccio

Che la scuola sia il futuro di una società non è una frase fatta, sebbene sia talmente scontata da sembrarlo. È una verità incontrovertibile, pragmatica, strutturale. La scuola forma i giovani e le classi dirigenti dell’avvenire. Nel 2022, la scuola non sembra avere un attimo per respirare normalità, un secondo per vivere almeno parzialmente ciò che dovrebbe.

I due anni senza formazione – o nella migliore delle ipotesi con una formazione approssimativa – non verranno mai più recuperati. E a nessuno dei ragazzi verrà restituito il maltolto. E non ci riferiamo soltanto ai bravi, ma anche e soprattutto agli svogliati, che in questi due anni sulla propria strada non hanno trovato neanche un minimo ostacolo o stimolo a invertire la rotta. Perché il compito della scuola è esattamente quello: non solo valorizzare chi studia, ma più di ogni altra cosa provare a condurre sulla retta via chi ha poca voglia di aprire il libro.

Nessuna malattia può valere un crimine del genere. E, se a bassa letalità, fa ancora più male.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Speriamo che molti ragazzi sappiano essere anche buoni autodidatti, almeno i programmi di studio sono ancora reperibili.
    Siamo alla scuola-università della vita senza obbligo di frequenza… per gli insegnanti !!

  2. Con l’intento, vero o falso, di salvarla dai rischi di una pandemia, si sta distruggendo la società intera.

Commenta