Roma, 09 gen –  Ottime notizia per Leonardo. La società guidata da Alessandro Profumo ha portato a termine l’acquisizione del 25% di Hensoldt, azienda tedesca specializzata nella sistemistica per la difesa, robotica e cyber-security. La notizia è importante per due ragioni. In primis, si consolida la presenza italiana nel settore della difesa europea. In secundis, l’azienda italiana si espande in Germania. Andiamo con ordine.

Perché Hensoldt?

Per comprendere quanto detto è necessario capire perché gli italiani hanno deciso di rilevare una quota di minoranza di una società tedesca. Il motivo è semplice: Hensoldt è leader nel campo dei sensori per applicazioni in ambito difesa e sicurezza, con un portafoglio in continua espansione nella sensoristica, gestione dei dati e robotica. Le principali aree di prodotto sono radar, optoelettronica e avionica. Nel 2021 ha generato ricavi per 1,2 miliardi di euro.

L’azienda tedesca nasce come una “costola” di Airbus. Entra da subito nell’orbita dei fondi d’investimento: nel 2017 viene rilevata dagli americani di Kkr. I tedeschi però non hanno visto di buon occhio questa operazione. Il Sole 24 Ore ricorda come: “Nel dicembre 2020 il governo tedesco ha comprato da Kkr il 25,1% per 464 milioni, per difendere la società da scalate straniere. L’acquisto è stato fatto attraverso Kfw, simile alla nostra Cdp”. Il fatto che la società italiana abbia acquistato anche “solo” il 25% è un buon segno. Ma, i motivi dicevano erano diversi.

L’espansione in Europa

Nel comunicato stampa dell’ex Finmeccanica si legge che: “L’operazione è un importante passo che contribuisce a realizzare l’obiettivo strategico di acquisire una posizione di leadership nel mercato europeo dell’Elettronica per la Difesa, come definito nel Piano Be Tomorrow – Leonardo 2030, e riflette la determinazione di Leonardo di essere protagonista del processo di consolidamento in corso, anche in vista dei futuri programmi di cooperazione a livello continentale”. Il gruppo di Piazza Monte Grappa ha grosse ambizioni e lo ha dimostrato anche durante una recente audizione alla Camera. Profumo ha sostenuto che Leonardo intende “giocare un ruolo da protagonisti nel consolidamento internazionale, soprattutto europeo. Non bisogna essere naif. Ci sono aziende molto più grandi, se ci andassimo a sedere a un tavolo saremmo un fratello minore, non vogliamo esserlo”. Insomma, nei prossimi progetti per la difesa europea, gli italiani non staranno a guardare. O almeno così speriamo. Importante è anche la penetrazione in un mercato difficile come quello tedesco.

La penetrazione in Germania

Sempre nello stesso comunicato si sottolinea come: “ Questo investimento consentirà infatti a Leonardo di stabilire una presenza strategica di lungo periodo nel mercato tedesco della difesa, in rapida crescita, e di rafforzare la partnership avviata da tempo tra le due società attraverso la definizione di iniziative di collaborazione per lo sviluppo di opportunità congiunte in grado di soddisfare i più avanzati requisiti dei clienti domestici e internazionali nei domini Aereo, Terrestre e Navale, facendo leva su una forte complementarità tra le due società in termini geografici, di portafoglio prodotti, mercati, clienti e fornitori”.

La nota infine si conclude aprendo ampi spazi di mercato per il gruppo italiano: “Con questa operazione Leonardo, forte di una consolidata presenza industriale in Italia, Regno Unito, USA e Polonia, inaugura una nuova partnership strategica con una primaria realtà industriale nel settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza in Germania che contribuirà alla crescita sostenibile delle rispettive industrie a livello nazionale, garantendo l’autonomia strategica su tecnologie chiave nella prospettiva di contribuire concretamente alla competitività della base industriale europea”.

Le commesse nel mondo

Il gruppo di Piazza Monte Grappa non si ferma all’espansione nel continente europeo. Pare ormai scontata la collaborazione con il Pakistan. Gli analisti prevedono commesse importanti. Islamabad ha dato mandato a Leonardo di convertire tre jet regionali Embraer Lineage 1000 in mezzi di lungo raggio (Maritime Patrol Aircraft) per la Marina del Paese. Inoltre Leonardo potrebbe costruire altri 10 veivoli Sea Sultan della Marina pakistana.

Poi, ci sono gli Usa e il Brasile. L’Italia ha rafforzato la cooperazione sulla difesa con la nazione sudamericana. Leonardo già opera a Brasilia dagli anni settanta: si occupa dello sviluppo e della produzione dei velivoli cacciabombardieri AM-X (assieme alla società brasiliana Embraer) e della fornitura di elicotteri, radar avionici e prodotti per lo spazio. Ora in ballo c’è la fornitura all’esercito brasiliano di un nuovo veicolo blindato 8×8 sotto il programma VBC Cav. Non sappiamo come andrà a finire. Ma di sicuro possiamo dire che il gruppo di Profumo si muove benissimo. Insomma, niente male per una di quelle partecipate di stato che qualcuno chiamava carrozzoni.

Salvatore Recupero

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