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Cerveteri, 13 gen – “Non abbiamo bisogno di lezioni sulla Costituzione, tantomeno da Pascucci, che per primo non la rispetta trasgredendo l’articolo 12 che riconosce il Tricolore come bandiera della Repubblica“. Così Mauro Antonini, responsabile per il Lazio di CasaPound Italia, commenta la vicenda che ha visto ieri a Cerveteri i militanti di Cpi contrapposti in piazza all’Anpi e allo stesso sindaco della cittadina laziale, che, nonostante le indicazioni date dalla Procura, non ha voluto allontanare dal Tricolore e dagli altri simboli istituzionali la bandiera arcobaleno, in bella vista sulla facciata del comune.

“Pascucci – sottolinea Antonini – ha messo sullo stesso piano sui palazzi istituzionali la bandiera simbolo dell’unità nazionale e quella arcobaleno, una bandiera new age. Il sindaco è paragonabile a Bossi, unico politico italiano ad avere una condanna per oltraggio al Tricolore. Oggi – spiega il responsabile laziale di Cpi – comunque abbiamo ricevuto attestati di stima dai cittadini di Cerveteri e auspichiamo che venga nominato un commissario ad acta per rimuovere questa bandiera“.

Attimi di tensione ieri, quando provocatoriamente il primo cittadino di Cerveteri ha consegnato una copia della Costituzione ai militanti di CasaPound, sottolineando che “quello della Pace è un valore della nostra Nazione che ripudia la guerra e ogni forma di fascismo”.
Antonini, dopo aver baciato la copia della Carta, ha suggerito a Pascucci di leggersela bene, visto che lui per primo non la rispetta.
Al che il sindaco, mentre i sostenitori dell’Associazione nazionale dei partigiani intonavano la solita “Bella Ciao“, è tornato nel suo ufficio mostrando orgogliosamente il pugno chiuso contro i militanti di Cpi.

A questo punto dobbiamo aspettare gli sviluppi legali della vicenda.
Il sindaco antifascista intanto resta lì, avvoltolato nella sua bandiera arcobaleno, simbolo ideologico divisivo già solo perché non è condiviso da tutti – né dai cittadini di Cerveteri che dovrebbe amministrare invece di cercare visibilità alla stregua di Orlando o De Magistris, né a maggior ragione dal resto degli italiani.

Adolfo Spezzaferro

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