Roma, 15 nov – A Pfizer e Moderna va il “premio tempestività” 2022. Forse anche il “premio faccia di bronzo” non sarebbe male. Come riporta Tgcom24 le due aziende, dopo aver fatto inoculare mezzo mondo con i loro sieri anti Covid, ora verificano i rischi che essi potrebbero comportare, anzitutto per il cuore. In una sperimentazione che, tra l’altro, si preannuncia lunghissima (circa cinque anni). Se non fosse tragico, sarebbe senz’altro comico.

Pfizer e Moderna ora verificano i rischi del vaccino Covid

Nel mondo medico c’è stato eccome chi aveva espresso una voce critica, da Giovanni Frajese a Maria Teresa Gismondo. Oltre loro, diversi studi che già vi avevamo pubblicato, d’altronde, avevano fatto lo stesso. Studi fatti da “dottori con la laurea”, per i più ottusi, quelli che bisogna “credere nella scienza”. Già, quale? La lista è lunga e potremmo compilarla in qualche paginata, non soltanto in un semplice articolo. Ovviamente, i suddetti medici dissidenti sono stati isolati e spesso direttamente esclusi. O addirittura sanzionati, come i “cattivi medici no vax” che hanno rifiutato di farsi iniettare. I quali, tra l’altro, “no vax” non erano affatto ma, semplicemente, critici (e per motivi esattamente scientifici, sulla base di titoli di studio in medicina non meno validi dei “medici allineati”). Chiamiamoli “no vax”, perché così fa più complottismo. Niente da fare, anche loro dovevano “credere” nella scienza. Non avanzare ipotesi ed opinioni scientifiche, occhio, ma “credere”. Praticamente equiparando la scienza alla religione. Decine di milioni di persone inoculate soltanto in Italia, centinaia nel mondo. Senza mezza sperimentazione, o comunque molto poche, infinitamente inferiori rispetto a quanto necessario (e lo sapevano tutti). Nemmeno ponendo di fronte a una scelta, ma con un obbligo serrato: non soltanto per chi con il Covid rischiava davvero (qualche percentile scarso della popolazione, peraltro individuabile quasi esclusivamente in una fascia d’età ben definita, come dicono tutti i monitoraggi dell’Istituto superiore di sanità, dall’inizio alla fine della cosiddetta pandemia) ma per tutti, al punto da arrivare a vaccinare pure i bambini. Milioni di innocenti che – non si sa – quali conseguenze avranno. Forse nessuna, forse qualcuna, forse tante. L’importante è che Pfizer e Moderna analizzino i rischi, ma dopo aver iniettato mezzo mondo. Peraltro, sui loro stessi prodotti: chissà quante possibilità ci saranno che trovino qualche elemento “disturbante”. Insomma, cosa potrà mai andare storto?

Il sottile confine tra imprudenza e crimine

Impossibile non pensare a qualcosa di simile, dal momento che numerosi esponenti della comunità scientifica avevano avvisato sulla possibilità che sieri commercializzati a velocità supersoniche come questi potessero costituire quanto meno un’imprudenza, quanto meno se somministrati a tutti, a fronte di una malattia che colpiva seriamente una fascia limitata della popolazione. Nella versione più pesante ed incauta, si poteva agilmente somministrare il serio ad una quota quanto meno minoritaria della popolazione, e lo rendevano noto tutti i quadri statistici, inclusi quelli delle terapie intensive affollate. Niente da fare, non ci si è accontentati neanche di un 20 o 30%. Di dovevano per forza vaccinare tutti. Guai a criticare, che la scienza dei buoni non di discute, quella di chi dissente è brutta e cattiva.

Stelio Fergola

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