Roma, 26 gen – Il prezzo della benzina è alle stelle, mai così cara dal 2013. Lo rende noto l’Ansa.

Prezzo della benzina alle stelle: 363 euro l’aumento della spesa annua media

Le associazioni dei consumatori tuonano, perché la crescita è pari “a una stangata pari a 363 euro per la benzina e a 361 euro per il gasolio”. L’aumento in modalità self è di 2,43 centesimi rispetto alla scorsa settimana (da 1,754 euro a 1,778), e così il record – almeno dal 2013 – è servito. La rilevazione settimanale del ministero della Transizione ecologica, in particolare, rileva anche le crescite del gasolio di 2,69 centesimi (da 1,620 a 1,647) e la stabilità del Gpl, da 0,817 euro a 0,816.

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi dichiara: “Considerato che in Italia l’85% della merce viaggia su gomma, e che a costi di trasporto più elevati corrispondono listini al dettaglio più cari, con un duplice danno per le tasche delle famiglie”. E la Coldiretti mette in allarme perché questa situazione “aggrava il gap competitivo dell’Italia che deve affrontare i costi per il trasporto merci superiori dell’11% rispetto alla media europea per un valore di 13 miliardi all’anno. Il tutto con un effetto valanga ancora pi evidente sul carrello della spesa”. Tutto ciò danneggia “l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano a incidere fino al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura”.

L’Unione Nazionale Consumatori afferma che “dall’inizio dell’anno, un litro di benzina è aumentato di quasi 6 cent (5,90), pari a 2,95 euro a pieno, il gasolio di oltre 6 cent (6,18), equivalenti a 3,9 euro per un rifornimento, pari a 74 euro su base annua. In appena 4 settimane i prezzi dei carburanti hanno recuperato, con gli interessi, tutto quanto avevano perso in un mese e mezzo, con la discesa ininterrotta registrata da metà novembre fino alla fine dell’anno scorso”. Sono parole del presidente dell’Unc, Massimiliano Dona. Altro allarme è quello lanciato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, che definisce la situazione “una vera e propria emergenza, con effetti negativi sull’intero sistema economico” per non parlare delle “ripercussioni sull’inflazione”. Servirebbe quindi “un intervento del governo perché il potere d’acquisto dei cittadini subirà un duro contraccolpo e le conseguenze si faranno sentire direttamente sui consumi”.

Assoutenti: “Provvedimenti del governo deludenti”

Assoutenti definisce “deludenti” i provvedimenti del governo, in particolare quelli per contenere il rincaro delle bollette energetiche. L’associazione invita fortemente il governo “a intervenire in modo efficace sui carburanti”, perché servono “strumenti in grado di sterilizzare l’Iva e ridurre le accise (voci che, sommate, pesano per il 60% su ogni litro di benzina venduto in Italia) quando i prezzi alla pompa salgono oltre una certa soglia”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Purtroppo il prezzo del petrolio è taroccato al rialzo in quanto ultima spiaggia, gli #USA sono il primo produttore mondiale di petrolio, per evitare la bancarotta #USA
    https://bit.ly/3uSSfAd

    posticipata fino a febbraio innalzando ulteriormente il tetto di un debito già talmente alto da rendere gli #USA insolventi
    https://www.washingtontimes.com/news/2021/dec/2/lawmakers-reach-deal-on-spending-bill-but-hurdles-/

    La realtà dei fatti è ben diversa.

    Il 35% della domanda globale di petrolio viene dai trasporti e se è vero che ci sono boccaloni che comprano ancora macchine elettriche e soprattutto in Italia ibride sperando di risparmiare (chi fa chilometri di extraurbano ha già capito e le ha messe a GPL il metano costa ormai come un litro di gasolio ma ha un rendimento nettamente inferiore al gasolio)
    il prezzo del petrolio è destinato a crollare
    https://www.plurk.com/m/p/oq6o1k

    purtroppo alla pompa si segue immantinente solo l’aumento del prezzo del petrolio non anche la sua discesa.

    Era meglio quando cera il #CIP (per i millenials https://www.treccani.it/enciclopedia/cip_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/ ) altro che liberismo!

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